Malaterra. Come hanno avvelenato l’Italia.

Un libro di Marina Forti (ed Laterza) con il racconto dei principali casi di inquinamento massiccio del territorio : Seveso, Brescia e la Caffaro, valle del Sacco e cianuri, Ilva e Taranto, porto Marghera, Montichiari (BS) e le sue mille discariche, Sicilia e i petrolchimici, Portoscuro e il piombo in sardegna, Bagnoli a Napoli.

I Comitati di Base della Val Bormida” a confronto con il governo.

L’ultima manifestazione è del 17 novembre.

Continua la lotta per l’acqua contro la multinazionale Riccoboni. Incontro dei Comitati e dei Sindaci con il ministro all’ambiente Sergio Costa. Il ministro si è impegnato a valutare la legittimità degli atti amministrativi che hanno dato l’ok all’inizio dei lavori per la discarica di Sezzadio, “in caso di anomalie giuridiche la Provincia può applicare i principi di autotutela”. I comitati: “Il clima politico attorno a questa vicenda sta cambiando”.

Tappa veneta della campagna nazionale #Sbloccaitaliagameover contro l’incenerimento.

 

“Sharing Danger” è l’evento SERR di Venezia, la Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti che continua con successo a stimolare azioni diffuse per promuovere una maggiore consapevolezza sulle eccessive quantità di rifiuti prodotti e sulla necessità di ridurli drasticamente per difenderci dal pericolo che rappresentano oggi per il nostro pianeta, i così definiti nuovi Killer. Clicca qui.

Legambiente con il Comitato “Aria pulita” denuncia una nuova terra dei fuochi in Sicilia.

A Joppolo Giancaxio, a pochi chilometri dalla Valle dei Templi, nell’area di importanza comunitaria delle Maccalube, vicino al fiume Akragas, hanno individuato, in un “centro di compostaggio”, anche una discarica di fanghi e percolati, nonché rifiuti di plastiche incendiati e sepolti, che provocano difficoltà respiratorie e conati di vomito. Sequestro del sito e imputazione della Procura alla ditta Giglione per dispersione di rifiuti, inquinamento ambientale e avvelenamento della falda acquifera.

Sopra le falde migliaia di tonnellate rifiuti tossici e nocivi del polo chimico di Bussi.

Inquinamento diffuso, anche per le falde acquifere, a seguito di deposito incontrollato, in contrasto e senza autorizzazione e senza alcuna sicurezza, in un’area di oltre 70.000 mq, di migliaia di tonnellate di scorie industriali e rifiuti tossici e nocivi derivanti dalla storica produzione industriale del polo chimico ex Montedison (oggi Solvay). L’ordinanza provinciale che lo certifica è stata notificata dalla Provincia di Pescara alla Edison spa.

Rifiuti ed economia circolare.

 

Dopo la sentenza del Tar del Lazio, ricorso alla Corte Europea contro il decreto attuativo dell’art. 35 dello Sblocca Italia: l’esito favorevole aprirebbe la strada alle profonde trasformazioni da noi sollecitate in tema di rifiuti ed economia circolare. Clicca qui la lettera appello per l’adesione e la raccolta fondi.

L’acqua del domani.

Convegno interregionale ad Acqui Terme con Luca Mercalli (clicca qui). Al centro della manifestazione: la lotta dei Comitati della Valle Bormida per la difesa della falda di Sezzadio e Predosa, riserva idrica strategica per il Piemonte, in grado di sopperire al fabbisogno idropotabile di 200mila persone ma minacciata dalla realizzazione della discarica Riccoboni.

Quattro bombe ecologiche nel cuore del Piemonte.

Fraschetta, Sezzadio, Valledora, Valle Scrivia. Quattro bombe ecologiche nel cuore del Piemonte, a pochi chilometri di distanza fra di loro. Una, già esplosa, è arcinota essendo oggetto di denunce quarantennali da parte della Sezione provinciale di Alessandria di Medicina democratica, e di un processo in corso alla Corte di Assise d’Appello a Torino per avvelenamento doloso della falda acquifera provocato in Fraschetta da un cocktail di 21 scarichi cancerogeni della Montedison/Solvay a Spinetta Marengo (Alessandria): chiesti per gli amministratori imputati fino a 17 anni di reclusione. La seconda è rappresentata dalle cave di scorie amiantifere, provenienti dagli scavi del tunnel Tav Terzo Valico ligure piemontese, che si vorrebbero disseminare lungo la Valle Scrivia e in tutta la provincia alessandrina. Se ne stanno occupando i Comitati e la Magistratura per le tangenti. Sempre lungo l’alveo del fiume Bormida, un tempo fogna dell’Acna di Cengio, il terzo ordigno incombe a Sezzadio a meno di 20 chilometri da Alessandria ma è stato finora bloccato dai Comitati, protagonisti di imponenti manifestazioni popolari nel capoluogo e di ricorsi al Tar insieme ai Comuni, per salvaguardare un’altra falda strategica regionale minacciata da discariche tossico nocive. La quarta, a meno di 100 chilometri, è una bomba già conflagrata: in Valledora, tra Biella e Vercelli, in un raggio di nove chilometri esistono sette discariche in altrettante cave in disuso, due già sversano nella falda profonda anche cromo esavalente. Il Comitato Valledora esiste e resiste dal 2007 in questa terra dei fuochi, qualche sindaco ora si sta muovendo per impedire nuove discariche ma non c’è traccia di bonifiche. Una lotta comune tra i Comitati di queste quattro realtà ecosanitarie disastrose è auspicata per sboccare l’inerzia e le complicità della politica, e il nostro Blog come sempre farà la sua parte.

Acqua dell’impianto nucleare versata in mare, sequestrata l’Itrec di Matera.

I reati ipotizzati nell’inchiesta sono: inquinamento ambientale, falsità ideologica, smaltimento illecito di rifiuti e traffico illecito di rifiuti. Ma lo smantellamento del sito potrà proseguire. Clicca qui.
Clicca qui Lucio Musolino “Sos Jonio: in mare il veleno usato per le scorie nucleari. Sostanze tossiche e cancerogene nella falda acquifera”

 
 
 
 

Licenziata per aver portato a suo figlio un monopattino buttato nei rfiuti.

Aicha Elisabethe Ounnadi, 40 anni e madre di tre figli, era dipendente del Cidiu (società che gestisce la raccolta rifiuti nella zona Ovest di Torino): licenziata per “l’appropriazione indebita di un bene non di sua proprietà”. (continua) Questa donna ha fatto un gesto ecologico, perché appunto ha valorizzato un rifiuto trasformandolo in una cosa nuovamente utile. E’ stata licenziata per questo. Questa ditta Cidiu deve solo vergognarsi. E quel giudice?

Non esiste il reato di dolo nel codice penale italiano?

Per l’ennesima volta parrebbe di no (cfr. Ambiente Delitto Perfetto di Barbara Tartaglione e Lino Balza), considerata la sentenza del processo per l’omessa bonifica del Sito di interesse nazionale di Bagnoli, conclusosi con 6 condanne per disastro ambientale colposo e non doloso, dunque con pene fino a 4 anni, ovviamente nell’ombra della prescrizione. Già prescritto il reato di traffico illecito di rifiuti. Per la omessa anzi peggiorata bonifica e la truffa sono morti e stanno ammalandosi gli abitanti mentre il danno erariale è stato di oltre 100 milioni. Tra i “colpevoli”: amministratori PD e Arpa. Occorre cominciare da capo la bonifica sbandierata da Renzi: commenta il Comitato di Bagnoli.

Prosegue la Campagna nazionale “CAMBIAMO L’ARIA” con l’appello per chi non votare.

Per contrastare il Piano nazionale di incenerimento contenuto nella Legge 133/2014 e nel Decreto attuativo del ministro ambiente Galletti. In vista del Terzo Firma Day 24-25 febbraio, clicca qui il comunicato Rifiuti Zero, in cui si ribadisce l’opportunità in questa fase elettorale per il rinnovo del Parlamento di NON VOTARE per le forze politiche che hanno votato nel 2014 A FAVORE della conversione in legge del DECRETO SBLOCCA-ITALIA, voluto e perseguito con forza dal governo di Matteo Renzi e da 278 parlamentari, di cui 224 del PARTITO DEMOCRATICO – 14 di ALTERNATIVA POPOLARE – 13 di CIVICI ed INNOVATORI – 11 di CENTRO DEMOCRATICO – 15 del GRUPPO MISTO – 1 della LEGA NORD i cui NOMI E COGNOMI potete visualizzare da qui https://parlamento17.openpolis.it/votazione/camera/decreto-sblocca-italia-ddl-2629-ar-voto-finale/13731

I roghi della mafia che smaltisce i rifiuti.

Si susseguono gli allarmi per le nubi tossiche sprigionate da incendi dolosi a capannoni e discariche di rifiuti soprattutto illegali. Il 7 gennaio, due capannoni di riciclaggio plastiche a Cairo Montenotte. Il 3 gennaio, il capannone di rifiuti pericolosi abusivi a Pavia. A Brescia due incendi, prima a un impianto di trattamento rifiuti speciali, poi ad una discarica. A Pinerolo, un centro di raccolta plastiche. A Pomezia, un centro di stoccaggio, Alessandria ecc. I centri di stoccaggio autorizzati incassano per accogliere quantità superiori alle loro capacità di smaltimento, poi danno fuoco ai rifiuti. Le agromafie dirigono tutto il traffico: un business di 22 miliardi. I reati ambientali accertati (71 al giorno, 3 ogni ora) sono la punta dell’iceberg dell’illegalità. Si collegano a traffico di droga e armi: totale 330 miliardi, comprese le tangenti, di danni alla collettività. Intercettazione a Firenze (6 arresti) per la discarica adiacente ad una scuola: “I bambini all’ospedale? Che muoiano. Io li scaricherei in mezzo alla strada i rifiuti”.

Forum Rifiuti Zero del Veneto per il riciclo totale, contro ogni incenerimento.

15 dicembre 2017, alle ore 17.30, presso i Beati costruttori di Pace, a Padova in via Da Tempo 2 (Stanga). Il Forum è il referente per il Veneto della campagna nazionale contro gli incentivi all’incenerimento (anche nelle centrali a biomasse e nei cementifici); da collegare a quella per far abolire l’art.35 del decreto “Sblocca Italia” (continua)

Impianti rifiuti: in Lombardia due emergenze nell’arco di poche ore.

La Lomellina torna ad aver paura dopo la nube con diossina di settembre a Mortara innescata dal rogo del cumulo di rifiuti Il primo episodio a Gambolò dove esplode un capannone in cui si ricicla alluminio: alle 7 il boato e poi una palla di fuoco: tremano i vetri anche a Mortara. L’altro, due ore dopo, ad una manciata di chilometri di distanza, all’inceneritore rifiuti di Parona dal quale si alza una colonna di fumo nero visibile da chilometri di distanza.

Clicca qui La Provincia Pavese

Tre petizioni da firmare per cambiare l’aria.

Clicca qui le petizioni proposte del Movimento Legge Rifiuti Zero per l’Economia Circolare. Gli obiettivi:
1) introdurre nel Testo Unico ambiente nazionale il cosiddetto “inquinamento olfattivo” 
2) modificare radicalmente l’importo e l’uso del Contributo Ambientale dei Consorzi affiliati al CONAI.
3) istituire la Waste Tax, estendendo la Eco-tassa regionale a tutti gli impianti di combustione di rifiuti e suoi derivati, .
4) eliminare il sistema di incentivazione all’incenerimento di rifiuti ed a tutti gli impianti di combustione di derivati da rifiuti e da biomasse ed azzerare l’articolo 35 dello Sblocca Italia rispetto alla previsione del Piano nazionale di inceneritori nuovi e potenziamento degli esistenti.

Diossina in Lomellina dal rogo del deposito rifiuti speciali.

Fuoco all’alba, “casualmente” in quel giorno doveva tenersi una ispezione Arpa. “Casualmente” l’azienda era vicina al fallimento. La colonna di fumo si vede da Novara e Pavia. Il sindaco di Mortara ordina scuole e abitazioni chiuse, divieto di mangiare ortaggi e frutta, di pascolare animali. Consigliabile l’evacuazione. E’ l’ennesima ripetizione di roghi in questo territorio, fra cui due esplosioni della raffineria Eni di Sannazzaro.

Clicca qui Davide Milosa “Rifiuti speciali in fiamme, allarme diossina a Mortara”
Clicca qui Paolo Colonnello “A fuoco l’azienda di rifiuti speciali. E’ allarme diossina”

Maxi scandalo rifiuti illeciti Sud-Nord e la ex sindaco Rita Rossa.

Se fossi in lei darei le dimissioni da consigliere capogruppo PD del Comune di Alessandria. (continua)

Clicca qui Pennatagliente “Se fossi in lei darei le dimissioni”
Clicca qui Corriereal “Se fossi in Rita Rossa darei le dimissioni”
Clicca qui Alessandria Post “Se fossi in lei darei le dimissioni”