Manifestazione popolare a Niscemi contro il Muos.

Mobile User Objective System è un sistema di telecomunicazioni satellitare della marina militare statunitense, composto da cinque satelliti geostazionari e quattro stazioni di terra, di cui una a Niscemi, dotate di tre grandi parabole del diametro di 18,4 metri e due antenne alte 149 metri. Sarà utilizzato per il coordinamento capillare di tutti i sistemi militari statunitensi dislocati nel globo, in particolare i droni, aerei senza pilota che saranno allocati anche a Sigonella. I cittadini No MUOS esprimono fortissime preoccupazioni riguardo le conseguenze per la salute umana, l’ecosistema, la produzione agricola, il diritto alla mobilità e allo sviluppo del territorio, diritto alla pace e alla sicurezza del territorio e dei suoi abitanti. Clicca qui.

CETA, no alla ratifica: migliaia di persone protestano a Montecitorio.

L’accordo commerciale tra Unione Europea e Canada causerebbe danni sostanziali all’agricoltura italiana, alle produzioni di qualità, ridurrebbe i diritti del lavoro e aprirebbe all’importazione di sostanze chimiche vietate e combustibili inquinanti, minando conquiste sociali e standard ambientali. (continua)

Ilva: licenziamenti come “risarcimento” dei tumori.

La vendita dell’Ilva al miglior offerente (ArcelorMittal) si traduce in 6.000 operai in esubero, dopo che per decenni sono stati falcidiati dai tumori. Se i sindacati vorranno ridurre gli “esuberi”, dovranno accettare l’abbattimento dei salari. Incassato l’esonero da ogni controversia legale in fatto di tutela ambientale, i nuovi padroni offrono la miseria di 25 milioni per investire in “salute, sicurezza, ambiente”, mentre annunciano che la sola copertura dei parchi minerari (da cui si alzano le polveri che uccidono i lavoratori tarantini) richiederà ben cinque anni, contro i due previsti dal piano ambientale originario.

Dal 17 aprile più di 1.800 prigionieri politici palestinesi hanno iniziato uno sciopero della fame a oltranza.

Per numero di partecipanti e durata, non ha eguali nella storia. Le rivendicazioni, che si inseriscono all’interno della lotta del popolo palestinese per la fine dell’occupazione israeliana, sono: – Abolizione della detenzione amministrativa. – Abolizione di tutte le forme di tortura, compreso l’isolamento. – Fine dell’imprigionamento dei bambini e delle donne. – Diritto di ricevere visite dei parenti, all’assistenza sanitaria, allo studio, etc.- Rispetto delle leggi e delle convenzioni internazionali sui diritti umani dei prigionieri all’interno delle carceri.

32 miliardi pagati di tasca propria per visite e infermieri.

La sanità pubblica sempre più a picco nel 2016. 25 miliardi spesi in visite mediche e accertamenti diagnostici per aggirare privatamente le liste di attesa pubbliche. Inoltre 12,6 milioni di italiani hanno sborsato altri 6,2 miliardi per farsi assistere da un infermiere a domicilio. Altri 24 milioni di pazienti hanno richiesto prestazioni a infermieri non professionali (in nero). Per le Residenze Socioassistenziali: anni di attesa e 2mila euro di retta. Per le case di riposo private (non lager): da 4mila euro mensili in su. Intanto, alla sempre maggiore carenza di medici di famiglia, si aggiungono 50mila posti di infermiere mancati. Dovrebbe esserci 1 infermiere ogni 6 assistiti, che invece sono 12; risultato: il tasso di mortalità sale del 20%.

Il poema della prima grande lotta ecologica in Italia.

Venerdì 28 settembre, alle ore 18, a la passeggiata librocaffè, piazza di Santa Croce, 21r 16128 Genova. Presentazione del libro. ln Val Bormida, il paese di Cengio, situato nell’entroterra di Savona, sulla frontiera tra Liguria e Piemonte, fu il teatro della prima grande lotta ecologica nazionale, a livello della Val Susa per intenderci. In un inno lirico alla vita, Patricia Dao dà vita al ricordo di 117 anni di resistenza popolare, umile, solidale, tenace e vittoriosa. La rivolta degli abitanti della Valle Bormida si inscrive nello stesso solco di altre lotte portate avanti in varie parti del mondo. La questione è fondamentale: si tratta di affermare un modello alternativo di sviluppo, rispettoso degli esseri umani e dell’ambiente.
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