Il gioco dell’oca dei vaccini.

La pandemia richiede i vaccini; data l’enorme domanda e il possesso esclusivo dei brevetti il prezzo dei vaccini sale alle stelle; i paesi ricchi pagheranno fino all’ultimo centesimo, i paesi poveri non potranno far nulla; ma se i paesi poveri non potranno accedere ai vaccini, allora il virus continuerà a circolare, producendo varianti, che richiederanno nuove dosi se non addirittura nuovi vaccini, in un infinito gioco dell’oca che produrrà milioni di morti nei paesi poveri e una “convivenza” perenne col virus nei paesi ricchi, con enormi spese per ogni ciclo vaccinale, che diventano lauti profitti per le multinazionali. Continua qui.

No vax, free vax: effetti collaterali delle politiche capitaliste. La via d’uscita.

Il punto di vista di chi si afferma anticapitalista: clicca qui. Non è indifferente il modo in cui si conduce una campagna vaccinale per limitare gli effetti più nefasti della pandemia: se si millantano numeri inesistenti (come fa il general Figliuolo), se si riaprono tutte le attività e si toglie l’obbligo di mascherina quando in tanti hanno ricevuto un’unica dose, se si allentano le già scarse misure di tracciamento, i risultati che si raccolgono saranno inevitabilmente modesti… Il fenomeno dei «no vax» o «free vax» fomentato e organizzato soprattutto dalle destre estreme come il negazionismo… Le vaccinazioni rappresentano la possibilità di uscire dalla pandemia… Ma per responsabilità dell’industria farmaceutica e dei governi, che hanno  anteposto la logica del profitto agli interessi delle masse,  i brevetti non sono stati resi pubblici e le vaccinazioni sono state accompagnate da scriteriate riaperture contraddette dalle fabbriche  che non hanno quasi mai chiuso… Per questo, rivendichiamo l’esproprio e la nazionalizzazione sotto controllo operaio di tutte le industrie farmaceutiche (brevetti inclusi), l’aumento dei finanziamenti alla sanità, la requisizione e la statalizzazione di tutti gli ospedali privati, la gratuità dei tamponi e di tutte le cure. Solo così sarà possibile procedere celermente con la vaccinazione di massa, favorendo la più rapida uscita dall’emergenza sanitaria… I governi capitalisti sono i principali responsabili dell’attuale situazione… Lo stesso Green Pass è una misura contradditoria, da stigmatizzare, ma per motivi opposti da quelli indicati dalle piazze reazionarie, è l’altra faccia della medaglia delle politiche del «liberi tutti»: serve per aprire ancora di più, in un momento in cui invece bisogna tenere alta la guardia e non permettere affollamenti…

Un primo bilancio sul governo Draghi, al di là del coro estasiato dei grandi media.

Assembramento senza mascherina

Da questo articolo (clicca qui) estrapoliamo alcuni capitoli riguardanti ambiente e salute.

Ambiente. La transizione a misura di grandi imprese. La transizione ecologica, per come disegnata nel Pnrr e nei decreti collegati, è in sostanza una ristrutturazione del sistema industriale a misura di (grande) impresa, peraltro lautamente sussidiata dallo Stato (vedi la Valutazione d’impatto ambientale da concedere subito e con priorità ai progetti più grandi). Di fatto si punta a modificare il mix energetico usato con un occhio di riguardo al gas (un fossile) e spesso secondo progetti già inseriti dai grandi gruppi nei loro piani industriali: i molti gasdotti che in futuro forse serviranno per l’idrogeno misto (Snam) e il progetto di cattura della CO2 (l’Eni nelle piattaforme di Ravenna) ne sono gli esempi più eclatanti. Non mancano scelte di fondo che il ministro Roberto Cingolani non ha mai discusso in pubblico: citeremo solo il caso degli inceneritori, bizzarramente inseriti tra gli impianti sottoposti ad autorizzazione veloce per gli obiettivi fissati dal Pniec (piano per il clima), che teoricamente sarebbe focalizzato sulla riduzione delle emissioni climalteranti.

Grandi opere. Tanto Tav e torna la legge obiettivo. Con le “semplificazioni”, il ministro Enrico Giovannini si è dotato del potere di gestire le faraoniche (e spesso inutili) opere infrastrutturali sul modello della legge Obiettivo. Oltre al ritorno dell’“appalto integrato” (progettazione ed esecuzione dell’opera allo stesso soggetto), ispirato alla legge dei tempi di Silvio Berlusconi – travolta dalle inchieste e definita “criminogena” da Raffaele Cantone – è la procedura lampo per le “opere di particolare complessità e rilevante impatto”: una lista affidata a un “comitato speciale” che – con Soprintendenza e Commissione Via altrettanto “speciali” – delibera in 45 giorni esprimendo “pareri lampo” che hanno effetto di “variante urbanistica”, aggirando Comuni e stazioni appaltanti. La lista, destinata a crescere, oggi conta 10 mega opere: dall’Alta velocità Palermo-Catania alla Roma-Pescara fino alla diga “foranea” di Genova. Il fiore all’occhiello è però l’alta velocità Salerno-Reggio Calabria (10 miliardi stanziati nel fondo “complementare” al Pnrr, che ne mette altri 25): trattasi del completamento ideologico del Ponte sullo Stretto di Messina, su cui Giovannini ha non a caso riaperto il dibattito.

Covid. Il Caos eterologa e le giravolte sui vaccini. A maggio il governo si è fatto bocciare dal Garante della Privacy il Green pass: tra le altre cose, non era chiaro chi potesse accedere ai dati sanitari e si demandava parte della disciplina a regolamenti, di rango inferiore alla legge. Tra il 9 e il 16 giugno, dopo varie correzioni, è arrivato l’ok. Nel frattempo si fa avanti e indietro su AstraZeneca. Il 12 maggio il Comitato tecnico scientifico dà via libera alle Regioni sugli Open Day a base di AZ per i “volontari” dai 18 anni in su benché da marzo, per quanto autorizzati senza limiti d’età da Ema e Aifa, i vaccini a vettore virale siano “raccomandati” solo per gli over 60 a seguito delle trombosi rare che hanno indotto alcuni Paesi a eliminarli. Dopo gli appelli di medici e scienziati e la tragedia della 18enne ligure Camilla, l’11 giugno arriva lo stop: AZ vietato agli under 60 anche per le seconde dosi. Come in altri Paesi, i richiami si faranno con i vaccini Pfizer e Moderna, mentre per Johnson & Johnson resta solo la “raccomandazione”. Una settimana dopo, mezzo dietrofront: gli under 60 possono fare AZ col parere del medico.

L’Arpa piemontese trascinata da quella veneta a uscire dal torpore.

Il commissario straordinario di Arpa Veneto, Luca Marchesi, è riuscito a concludere con il direttore generale di Arpa Piemonte, Angelo Robottoun accordo per una collaborazione tecnico-scientifica per studi su acque reflue civili e aria in ambienti indoor e outdoor in materia di determinazione di sostanze perfluoroalcheliche (PFAS), e  per studi ed indagini virologiche sperimentali connesse all’epidemia da Sars-Cov-2. 

Pianura Padana: la più inquinata d’Europa.

Ennesima foto satellitare che mostra come la “Padania” sia una delle due zone più inquinate d’Europa. Le destre e l’ex-sinistra, entrambi securitari e ora insieme con Draghi, hanno sempre evitato di parlare di sicurezza sanitaria-ambientale, cioè di protezione della popolazione e delle vittime dell’inquinamento che ogni anno provoca solo per quello atmosferico in Europa oltre 412mila morti. Si  arriva a oltre 600 mila morti l’anno in Italia  se  si aggiunge l’inquinamento dell’acqua, (i PFAS !) degli alimenti, dei tessuti, degli oggetti ecc. e di quello nei luoghi di lavoro, nonché la diffusione del Covid  favorita dall’inquinamento. Ma il Recovery Plan di Draghi e del suo ministro ossimoro della transizione ecologica cosa prevedono? Di aggiungere radioattività da fusione nucleare! a sprezzo dell’Italia denuclearizzata! così come è anche il caso dei siti militari sempre inquinati da uranio impoverito. Clicca qui la  nuova mappa visuale della qualità dell’aria urbana in Europa (maglia nera Cremona).

Mobilitazioni nelle piazze per la sospensione dei brevetti.

“Di fronte alla  sconcertante chiusura del Consiglio Europeo sulla sospensione dei brevetti anti Covid, il 29 maggio saremo in tante piazze italiane, con i nostri banchetti per raccogliere le firme, per dire che limitarsi alla proposta delle licenze obbligatorie in questo contesto è una farsa, un inganno, che di fatto abbandona i Paesi più poveri ad una trattativa estenuante e perdente con i colossi di BigPharma! La strada per soddisfare il bisogno drammatico di vaccini a livello mondiale è quella della sospensione temporanea dei brevetti, così come chiesto da mesi da India e Sud Africa. L’Italia può ancora giocare un ruolo importante. Clicca qui.

Un governo di generali.

Il Comm. Str. Gen. C. A. F. P. Figliuolo allunga il passo nell’avanspettacolo toccando vette ormai ineguagliabili di comicità. La macchietta in mimetica ha intimato ai presidenti di Regione di interrompere immantinente “annunci di azioni non coordinate preventivamente con la struttura commissariale e non inserite in un piano coerente a livello nazionale”. In pratica, gli annunci scoordinati li può fare solo lui. Infatti, dopo aver promesso – pancia in dentro e petto in fuori – “un milione di vaccinati al giorno da giugno”, ieri (22 maggio) Penna Bianca s’è vantato di aver finalmente centrato l’obiettivo del mezzo milione al giorno negli ultimi sette, che però aveva promesso per metà aprile (5 settimane fa). [Marco Travaglio].

Ho visto il gen. Figliuolo con altri 4 militari in uniforme da combattimento. Questo significa che sono in missione armata. Non ci si può vestire in uniforme da combattimento per andare a fare delle vaccinazioni. Siccome il gen. Figliuolo sta svolgendo un incarico civile per conto del governo italiano deve vestirsi con abiti civili. Se proprio vuole rimarcare il suo essere un generale può indossare la “drop” che è un completo giacca-camicia-pantalone che si indossa quando non si svolge una missione armata. La scelta di vestirsi in quel modo vuole comunicare qualcosa. Ed è un qualcosa che non mi piace. [Alessandro Tiri].

Qualcosa che non piace  perché sopra di lui c’è un generalissimo.

G20 sulla salute. Manifestazione a Roma.

Ore 14 Piazza della Repubblica. Per chiedere di sospendere subito i brevetti sui vaccini anti-Covid. Vaccinare il maggior numero possibile di persone nel minor tempo possibile in tutto il pianeta, così da debellare finalmente questo virus,  ripensare il sistema sanitario: serve medicina preventiva, territoriale e capillare,  un sistema sanitario pubblico e che risponda a un unico enorme interesse: quello dei nostri popoli e non a quello dei bilanci di Big Pharma!.

Clicca qui le altre iniziative Valsusa nella newslettera di Doriella&Renato.

Non voglio la mascherina: studente inviato allo psichiatrico.

La vicenda dello studente di Fano cui è stato imposto il ricovero coatto in un repartino psichiatrico per un atto di protesta contro la mascherina a scuola, ha suscitato ampia indignazione. Il ragazzo  è stato sottoposto a Trattamento Sanitario Obbligatorio. Il TSO è uno strumento psichiatrico cui è molto difficile sottrarsi e lascia solo esigui margini di difesa e chi ci finisce impigliato. Il TSO viene anche  configurato come “detenzione e tortura extra giudiziaria”. Clicca qui l’ampio dibattito che si estende alla psichiatria in generale al punto che viene così descritta: “Camicie di forza, letti di contenzione, elettroshock, lobotomia farmaceutica, punture a lento rilascio, isolamento, umiliazioni, ricatti, sequestri, prigionie, torture, violenze e morti…Nonostante in Italia i manicomi siano stati chiusi negli anni Settanta, questa è la realtà vissuta ancora oggi da chi è giudicato dalla nostra società folle, divers*, anormale, e per questo isolat*, punit* e normalizzat*.”

Mortalità prima e dopo Covid.

2018. Il nostro Carmelo Ciniglio presenta a Tortona il primo REC piemontese.

Il Referto Epidemiologico Comunale (REC) consente di effettuare un monitoraggio affidabile, economico e tempestivo della mortalità totale in tutte le

circoscrizioni di un intero comune. Clicca qui il Referto epidemiologico comunale di Genova nel periodo COVID (2020) raffrontato con quello pre-COVID (2009-2019). Il lavoro è stato prodotto grazie al fattivo contributo di:  V. Gennaro, G. Tagliabue, A. Tittarelli, M. Bertoldi, G. Barigelletti, C. Tresoldi, V. Balbo, S. Rizzieri, M. D’Orazi, P. Contiero.

Gli obiettivi sono: analizzare le disuguaglianze epidemiologiche spazio-temporali per genere e anno solare nel periodo 2009-2020 nell’insieme della mortalità totale registrata tra i residenti in ognuna delle 25 circoscrizione di Genova, al netto dell’effetto età e con riferimento comunale. In particolare si vuole valutare le differenze tra periodo COVID-19 (2020) e l’anno precedente (2019).

Lettera dal carcere per rompere i muri di silenzio.

Con il covid  stiamo scontando una doppia pena. Stiamo pagando per aver infranto le leggi scontando una pena in questi luoghi e con questo sistema a sua volta condannato dalla Corte Europea per i Diritti perché disattende principi fondamentali: ci troviamo in una “bolla” intrisa di contraddizioni oltre che di ingiustizie accentuate ancor più dalla pandemia. (continua)

Festa di Liberazione dal fascismo e di Resistenza al nuovo fascismo.

76 anni dopo, cosa  sono fascismo e antifascismo oggi?  Antifascismo sono stati  lo Statuto dei Lavoratori, il Sistema Sanitario Nazionale, la legge Basaglia, le leggi sul divorzio, sull’interruzione volontaria di gravidanza, ecc. Chi sono i fascisti di questo millennio?  Coloro che si oppongono all’attuazione della Costituzione e che negano l’esercizio dei diritti civili, politici e sociali affermati nella carta costituzionale: il diritto alla salute, all’istruzione, al lavoro, all’ambiente salubre, alla partecipazione alla vita politica, la parità di genere, il ripudio della guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali, ecc..

Dunque gli antifascisti sono gli avversari di  coloro che hanno fiaccato il Sistema Sanitario Nazionale a tal punto da farlo crollare sotto Covid; che hanno smontato pezzo per pezzo la Scuola Pubblica; che hanno reso precario il lavoro; che hanno finanziato e continuano a finanziare le fabbriche di armi e a sostenerne le esportazioni in tutto il mondo; che impongono restrizioni alle libertà ed ai diritti costituzionali (vedi Decreti Sicurezza e situazione carceri in Italia); che consentono che il 10% della popolazione residente nelle aree SIN continui ad ammalarsi e a morire di tumore; che finanziano i paesi in cui è consentito detenere e torturare impunemente uomini, donne e bambini in veri e propri lager (vedi caso Libia); che trattano e fanno affari con regimi incuranti del rispetto dei diritti civili e politici (vedi casi Turchia ed Egitto); che reprimono il dissenso processando, carcerando (vedi fatti del G8 di Genova e torture nella Caserma di Bolzaneto, arresti degli attivisti No Tav e No Tap, ecc.) e sopprimendo spazi di utilità sociale (vedi Labas a Bologna, Casa Internazionale delle Donne e Cinema Palazzo a Roma, ecc.). Clicca qui.

L’esercito americano sta avvelenando con i Pfas.

I Pfas sono le sostanze chimiche tossiche più durature e indistruttibili conosciute dall’uomo, fortemente legate a una serie di tumori, disturbi dello sviluppo, disfunzione immunitaria e infertilità, nonché l’esposizione è stata anche collegata a infezioni da Covid-19 aggravate e all’indebolimento dell’efficacia dei vaccini. Tra i Pfas c’è AFFF (Aqueous Film Forming Foam), un antincendio a base di PFOA collaudato in Vietnam e garantito ai pompieri come  innocuo sapone, che l’esercito USA sta clandestinamente incenerendo (10mila tonnellate tra il 2016 e il 2020 ) avvelenando aria, suolo e acque potabili, pur essendo consapevole di non possedere tecnologie in grado di monitorare le emissioni tossico cancerogene, meno che meno di catturarle e distruggerle (In una reazione chimica nulla si crea, nulla si distrugge, ma tutto si trasforma: legge di Lavoisier).

Nuovi dati sono pubblicati da David Bond, direttore associato del Center for the Advancement of Public Action (CAPA) del Bennington College, alla guida del progetto Understanding PFOA. Bond sta scrivendo un libro sulla contaminazione, gli forniremo il nostro Dossier per completare l’informazione sulla situazione italiana.

(Il Dossier “PFAS BASTA!”, pagg. 190, è disponibile per chi ne fa richiesta a lino.balza.2019@gmail.com ).

Pesanti conseguenze della pandemia nei luoghi di lavoro, per i diktat della Confindustria.

Non aver fatto il lockdown come nella prima ondata ed aver lasciato che fabbriche, magazzini, hub etc. funzionassero a pieno regime, come ha preteso confindustria, ha esposto molti e molto di più lavoratrici e lavoratori al contagio e, in alcuni casi, alla morte da Covid. Clicca qui il rapporto dell’INAIL.

I Movimenti in piazza mentre Solvay avvia lo scacco matto per il PFAS. Ma se la Procura…

La partita ora si svolge in Tribunale. Anche se non c’è più stato il tempo, soprattutto in epoca covid, di spostare il 13 marzo davanti al palazzo di giustizia di Alessandria la manifestazione organizzata di fronte alle sedi di Provincia e Comune. Pochi giorni avanti infatti la connivente Provincia ha annunciato la definitiva autorizzazione AIA alla Solvay di Spinetta Marengo per il tossico e cancerogeno Pfas C6O4. Questa ha rappresentato la prima  mossa della lunga partita a scacchi che la casa madre belga intende concludere con lo scacco matto ai Movimenti  risoluti per la fermata dei famigerati Pfas (C6O4 e ADV) che stanno – secondo le tragiche indagini epidemiologiche e idrogeologiche – proseguendo la devastazione sanitaria e ambientale  avviata dal famigerato fratello Pfoa, a tacere degli altri 21 veleni mai bonificati in falda, acquedotti e atmosfera.

Dunque, invece di fermare C6O4 e ADV, prima mossa: la Provincia,  che (con Comune e Regione) bada ai voti leghisti e alle relazioni industriali, rilascia l’AIA e scarica la patata bollente ai tribunali affermando:  “Visto che la Procura ci ha avviato contro, sulla scia della sentenza di Cassazione e sulla spinta dei Movimenti, procedimento penale per disastro ambientale e omessa bonifica, si assuma perciò la Procura la responsabilità di fermare gli impianti”. Altrimenti – ha studiato Bruxelles – andiamo avanti con le mosse successive, cioè il processo di primo grado, poi quello di appello e poi di cassazione; passano cioè almeno altri dieci anni e noi con l’AIA provinciale,  il minimo di  manutenzione e l’occhio opaco di Arpa e Asl e sindacati, nel frattempo consolidiamo i profitti sfruttando gli impianti fino all’osso, tanto la gente è assuefatta agli inquinamenti che peraltro noi spergiuriamo inesistenti. Infine, ultima mossa, saremo capaci noi di chiudere gli impianti. 

Per il dopo scacco matto, cioè per non pagare la bonifica, è già pronta la mossa del cavallo, collaudata a Livorno per lo stabilimento di  Rosignano analogamente sottoposto a  procedimenti giudiziari per catastrofi ambientali. Consiste nello scorporo in una nuova società, una legal entity scollegata dalla casa madre, un nuovo soggetto industriale su cui scaricare le  responsabilità processuali.

Nello schema scacchistico di Solvay sono da valutare due variabili. Una è che il ministero della transizione ecologica fissi limiti zero alle emissioni dei Pfas: equivalente all’automatica fermata degli impianti. Eventualità assai improbabile perché già disimpegnata dal precedente ministero per l’ambiente (addirittura grillino). L’altra preoccupa la multinazionale belga sulla base dell’eclatante emergenza sanitaria ed ecologica: la fermata degli impianti inquinanti da parte della Procura: già oggi, prima di aprire il processo, senza attendere altre “pistole fumanti”.  C’è il precedente dell’Ilva di Taranto.

Perciò da oggi l’interlocutore principale per noi, con ComitatoStopSolvay e Legambiente, diventa il Tribunale di Alessandria, davanti al quale è facile prevedere le prossime manifestazioni popolari che magari ripetano quella del 23 marzo a Vicenza. A maggior ragione se è vero quanto afferma la Provincia (clicca qui) di essere d’accordo con i PM Eleonora Guerra e Fabrizio Alessandria. 

Vaccini no profit nel resto del mondo.

Covid-19 si diffonde a fuoco. Le soluzioni devono viaggiare ancora più velocemente. Nessuno è al sicuro fino a quando tutti non hanno accesso a trattamenti e vaccini sicuri ed efficaci. Tutti noi abbiamo diritto a una cura. Firmate questa iniziativa dei cittadini europei e assicurate che la Commissione europea faccia tutto quanto è in suo potere per rendere i vaccini e i trattamenti anti pandemia un bene pubblico globale, liberamente accessibile a tutti. Firmate

Donne con disabilità: il covid aumenta invisibilità e discriminazioni.

L’invisibilità delle donne con disabilità è la costante negativa che le caratterizza. Un’invisibilità che impedisce loro di essere riconosciute come cittadine e titolari di diritti; e dall’inizio dell’emergenza Covid, la loro situazione di esclusione e abbandono si è ulteriormente aggravata, mostrando tutta la sua crudezza e tragicità. (continua…)

Vaccini: si accumulano soldi sulla pelle degli altri. Uno sconcio sociale.

Una consapevole manipolazione del mercato in un settore legato a un diritto universale, quello alla salute. Un vero “sconcio sociale” in quanto parliamo di un bene comune che in quanto tale non può essere oggetto di brevetto, che oltre a tutto impedisce la concessione ad altre aziende per la fabbricazione del vaccino. Se l’Europa volesse porre mano alla questione questo sarebbe un banco di prova decisivo visto che in ballo c’è la vita o la morte delle persone.

All’annuncio dell’efficacia al 90% prima e al 95% poi del vaccino Pfizer-BioNTech le azioni Pfizer sono aumentate di oltre il 7% e lo stesso giorno il Ceo di Pfizer Albert Bourla ha venduto le sue azioni della società per 5,6 milioni di dollari, cedendo il 62% di tutte le sue azioni per quella cifra. Sally Susman, vicepresidente di Pfizer, lo stesso giorno ha venduto 43.662 azioni, per 1,5 milioni di euro. I dirigenti di Moderna, l’altra società che produce il vaccino, non sono rimasti a guardare. Dopo la pubblicazione dei risultati sulle sperimentazioni cliniche, c’informa il Wall Street Journal, i top manager di Moderna hanno ceduto azioni per 321 milioni di dollari. Il Ceo di Moderna Stèphane Bance nell’ultimo anno ha ricavato 98 milioni di dollari dalle azioni, undici volte la retribuzioni complessive dichiarata dal manager nel 2019. Per quanto riguarda il ricavo ottenuto dalle società produttrici per i vaccini anti-Covid parliamo di una cifra stimata tra i 50 e i 75 miliardi di dollari per il 2021 sui contratti già firmati. Pfizer, Moderna, Johnson & Johnson e Novavax dopo l’annuncio hanno visto lievitare il loro valore in Borsa fino a 100 miliardi. La capitalizzazione di Moderna è cresciuta di 60 miliardi in un anno, quella di Biontech è raddoppiata a 117 e Novavax, produttrice di un altro farmaco ad alta efficacia, ha registrato un più 6000%.  Clicca qui.

Genova: documento su errori e proposte in pandemia.

Non è andato tutto bene: 10 errori.  E 10 proposte per una Sanità pubblica, gratuita, adeguata ai bisogni dei cittadini e dei territori alla luce dell’esperienza del Covid-19 a Genova. Clicca qui. Allegato anche breve  bilancio sanitario a Genova e in Liguria al tempo della pandemia: la salute è trattata come  una merce e  un privilegio per pochi, invece è un Bene Comune.

Ridotte partecipazione e democrazia: protezione sanitaria o Stato di polizia?

Leggi emergenziali, limitazioni delle libertà costituzionali e militarizzazione delle strade e perfino  delle corsie degli ospedali consentono un colpo d’acceleratore del processo di militarizzazione e “sicurizzazione” della società e dell’economia come non sarebbe mai stato possibile in tempi di “normalità”. Se poi a questo processo si accompagna l’attacco globale alla politica e agli spazi di aggregazione sociale appare ancora più evidente che il creare le condizioni e utilizzare il linguaggio e le narrazioni di “guerra” consente un attacco mortale alle sempre più ridotte forme di partecipazione e lotta democratica. Siamo di fronte a un modello culturale, ben costruito soprattutto in ambito mediatico. Del Recovery Fund oggi scopriamo l’intrinseca funzionalità alla riproduzione del sistema economico neoliberista dominante e all’emarginazione di ogni forma di partecipazione democratica e di decisione dal basso. Clicca qui.

Venerdì 29 gennaio sciopero generale per non pagare la crisi.

1) Introduzione di una patrimoniale del 10% sul 10% più ricco della popolazione…..

2) Protocollo di sicurezza per la prevenzione e il contrasto dei contagi sui luoghi di lavoro…..

3) Piano nazionale straordinario di assunzione di infermieri e medici,….

integrale riorganizzazione del servizio sanitario pubblico unico, universale, gratuito, dotato di una diffusa rete territoriale….

4) Rinnovo immediato dei contratti nazionali CCNL scaduti, con adeguati aumenti salariali ….

5) No ai licenziamenti di massa: drastica riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario….

6) Salario medio garantito per disoccupati, sottoccupati, precari e cassintegrati.

7) Libertà di sciopero e agibilità sindacale,….

8) Diritto al lavoro per tutte le donne,…

9) Abrogazione dei decreti-sicurezza:….

10) Permesso di soggiorno europeo a tempo indeterminato per tutti gli immigrati e le immigrate….

11) Drastico taglio alle spese militari e alle grandi opere inutili e dannose (Tav, Tap, Muos, ecc.).

12) Piano straordinario di edilizia scolastica e di assunzione di personale docente e non docente.

13) Blocco immediato degli affitti, dei mutui sulla prima casa e di tutte le utenze (luce, acqua, gas, internet) per i disoccupati e i cassintegrati; ….”

La Newslettera Valsusa di Doriella e Renato (clicca qui) inoltre ospita un dibattito a più voci sulla possibile introduzione di una tassa patrimoniale e su come reperire le risorse per affrontate l’emergenza i sanitaria e sociale.

A questo proposito, segnaliamo ( clicca qui ) l’importanza dell’innovativo  progetto emergenziale  per rivoluzionare l’approccio clinico al covid proposto da Roberto Gramiccia specialista in Medicina Interna e Geriatria, già Direttore sanitario di Struttura complessa territoriale, progetto che si prefigge anche di mettere mano, mentre si interviene sull’emergenza, agli antefatti di una finalmente nuova riforma sanitaria che richiami e adatti i principi di quella del ’78.

I PFAS sono una calamità mondiale, ma in Veneto deve ancora iniziare il processo e in Piemonte ottengono addirittura l’autorizzazione.




Copertina del Dossier del Movimento di Lotta per la salute Maccacaro (chiedi copia)

Devono essere messi al bando in tutto il mondo. Dove è finito l’impegno “LIMITI ZERO PFAS” del ministro Costa? E’ scientificamente assodato che i Pfas  sono tossici, cancerogeni e teratogeni. Usati  in centinaia di prodotti di largo consumo, indistruttibili hanno contaminato falde, fiumi, acquedotti, acqua potabile il tutto il mondo, addirittura alimentato il Covid, come ci conferma la recente rassegna stampa allegata. Non solo in Veneto, dove il processo contro Miteni stenta ad avviarsi, o in Piemonte dove (impunita malgrado i nostri 4 esposti alla Procura) Solvay ottiene autorizzazioni al C6O4 e sbeffeggia  che dall’impianto di trattamento scarichi (affluenti in Bormida)  le esalazioni (addirittura percepibili a naso dalla popolazione) non contengono sostanze tossiche scaricate in atmosfera, bensì insomma benefici aerosol. (continua)

Perché in Italia ancora tanti morti? Risponde un innovativo progetto di cura emergenziale, e di sinistra: verso una nuova riforma sanitaria.

Mentre prosegue la campagna (clicca qui) affinchè brevetti di vaccini e farmaci salvavita Covid – ottenuti con il denaro pubblico- non siano  privatizzati nel commercio mondiale bensì diventino un bene  comune disponibile per la tutela della salute di tutti, non va trascurato che per l’Italia il problema di fondo è strutturale: da un lato la condizione penosa della medicina territoriale, dall’altro lo stato di deperimento di un sistema ospedaliero pubblico sottoposto a tagli dissennati che ha mostrato soprattutto all’inizio della pandemia una carenza di posti letto di personale, specie in terapia intensiva, che non è azzardato definire scandalosa. Questo significa che la pandemia, oltre ai morti ammazzati per il virus, miete vittime “non covid” a causa del peggioramento della condizioni sanitarie complessive che impongono l’interrogativo: perché in Italia ancora tanti morti. Dal problema di fondo strutturale, plasmato a seconda delle esigenze del privato e del profitto, come si emerge? Aggredendo il futuro con l’affrontare il presente. Ebbene, sul piano delle possibili, concrete, proposte correttive, ci è proposto da Roberto Gramiccia specialista in Medicina Interna e Geriatria, già Direttore sanitario di Struttura complessa territoriale, questo (clicca qui)  innovativo progetto emergenziale -di sinistra- per rivoluzionare l’approccio clinico al covid. Perché proprio il  punto di vista di un medico geriatra? Perché innanzitutto sfata il luogo comune che l’alta letalità è dovuta all’età media di vita più alta nel nostro paese: argomento preso da una lettura superficiale delle tabelle statistiche (clicca qui) che vede l’effetto ignorando la causa strutturale. Insomma, complessivamente si  muore di più in tutte le fasce di età, di più fra i soggetti fragili, proporzionalmente di più tra gli anziani. Perché proprio di sinistra? Perché si prefigge di mettere mano, mentre si interviene sull’emergenza, agli antefatti di una finalmente nuova riforma sanitaria, che richiami i principi di quella del ’78 ma li adatti alla realtà di un mondo rovinato, consumato, reso altamente patogeno dalla globalizzazione neoliberista, da un capitalismo che ormai non può più nascondere le sue responsabilità e la sua intrinseca debolezza. Il “Movimento di lotta per la salute Maccacaro”, in virtù del proprio storico ispiratore, si riconosce nel progetto di Roberto Gramiccia. Lo riteniamo utile per la discussione in corso nell’ambito de “La Società della Cura”.   

Le bugie sull’innocuità dei “Pfas a molecola corta” hanno le gambe corte.

Il C6O4 autorizzato -come innocuo- dalla Provincia di Alessandria alla Solvay di Spinetta Marengo, e sparso dalla Miteni in Veneto, in realtà è il più pericoloso. Come evidenziato nell’esposto alla Procura di Alessandria:

“” Aggiungiamo  l’evidenza dell’equipe di Philippe Grandjean, professore ad Harvard negli Stati uniti di medicina ambientale e direttore del dipartimento di salute ambientale dell’Università della Danimarca del sud, che allarma che le persone con livelli elevati di Pfas hanno più del doppio delle probabilità di avere una forma grave di Covid-19La ricerca si è indirizzata sui PFAS a cosiddetta “molecola corta” (4 atomi di carbonio anziché 8), come lo spinettese C6O4.  A parte  tiroide, fegato, colesterolo ecc. la sostanza è ancora più dannosa perché si accumula nei polmoni, proprio dove si combatte la grande battaglia Covid. 

Inoltre la precedente ricerca  della Harvard School of Public Health ha dimostrato che livelli più elevati di PFAS nei bambini sono correlati a una risposta più debole a vari vaccini e allarma che lo stesso avverrà per un vaccino Covid-19. “”

La guerra del Covid. Sanità, vaccini, chi paga?

Teleconferenza  del  “Centro di documentazione contro la guerra “ per  discutere sulle ripercussioni della pandemia, stando risolutamente dalla parte di chi lavora, di chi perde il lavoro, di chi muore, a causa di una crisi sanitaria, economica e sociale generata dal capitalismo. Clicca qui anche le altre iniziative NoTav in Valsusa nella newslettera di Doriella&Renato.

“Nessun posto è sicuro!” Incontro-dibattito su sicurezza e salute.

Nel 13° anniversario della strage operaia alla Thyssenkrupp. 17.000 morti sul lavoro in 10 anni, 6.000 morti di amianto ogni anno, stragi da profitto di lavoratori e fra la popolazione, oltre 50.000 morti per Coronavirus fra cui circa 300 operatori sanitari, inquinamento e devastazione ambientale. Clicca qui.

Nella pandemia meno infortuni e più morti sul lavoro.

Dunque più sfruttamento padronale. Nei primi dieci mesi dell’anno calano gli infortuni sul lavoro, ma aumentano i casi mortali. Lo rileva l’Inail. Tra gennaio e ottobre le denunce di infortunio sono state 421.497 (- 21,1% pari a circa 113mila in meno rispetto alle 534.314 dello stesso periodo del 2019), 1.036 delle quali con esito mortale (+ 15,6% pari a 140 casi in più rispetto agli 896 dei primi dieci mesi del 2019). In diminuzione le patologie di origine professionale denunciate, che sono state 36.619 (- 28,3%). Clicca qui Pennatagliente.

Dicono: “Guerra al Covid” ma i soldi li usano per le armi.

Cosa si potrebbe fare con i 6 miliardi stanziati dal Governo per  nuove armi? Con i soldi di un carro armato ariete (7 milioni di euro) potremmo riaprire 20 piccoli ospedali. Per una fregata potremmo assumere 1.200  infermieri per 10 anni. Per un blindo centauro (13 milioni): 2.800 borse di studio per studenti fuori sede. Per un elicottero nh-90 (444 milioni): 4.500 ventilatori polmonari. Per un pattugliatore d’altura ppa (427 milioni): ammodernare 410 ospedali. Per un sommergibile u-212 (670 milioni): lo stipendio a 1.000 medici per 10 anni. Per una nave anfibia (1 miliardo e 171 milioni): abolire le tasse universitarie ad un milione di studenti. Per i cacciabombardieri F35 (195milioni) potremmo rimettere a nuovo 380 scuole che cadono a pezzi.

Perciò le campagne Sbilanciamoci e la Rete Italiana Pace e Disarmo chiedono una moratoria per il 2021, anno Covid, sulle spese di investimento in armamenti: da destinare alla sanità e all’istruzione.

Dal 2021 il programma del Pentagono Usa prevede inoltre la costruzione di 500 bombardieri  supersonici nucleari B61-12 al costo di 10miliardi di dollari: ogni bomba costa il doppio di quanto se fosse costruita interamente in oro. L’Italia dovrà accrescere la spesa militare oltre a quelli stanziati dal Governo e tratti dal Recovery Fund? L’Italia, in ossequio al veto USA, violerà  ancor più il Trattato di non-proliferazione delle armi nucleari e il Trattato Onu (neppure firmato dall’Italia) sulla abolizione delle armi nucleari?

Riaccendiamo lo spirito della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.

In quella Carta, che è la nostra Costituzione Universale e la bussola dell’umanità, sta scritto che “tutti gli esseri umani nascono liberi e uguali in dignità e diritti. Sono dotati di ragione e coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza”. In programma una lezione sui diritti umani e la responsabilità fatta interamente dagli alunni/studenti delle scuole e università italiane: clicca qui. E Conferenza su  “L’impatto della pandemia Covid-19 sui diritti umani”.

Covid-19 sta coprendo tutto e noi gli stiamo andando dietro come i topi seguivano il pifferaio.

Ha allentato diabolicamente la già bassissima attenzione sui mali strutturali del Paese, esempi inquinamento urbano o strage di amianto o assetto del territorio. Se la cavano inventano  la “bomba d’acqua”. Come quella di Crotone, e nel giro di pochi giorni si dimenticano la responsabilità della cementificazione in Calabria, che non è da meno della Lombardia e del Veneto. Si tampona alla meglio. Non si agisce preventivamente sulla pianificazione urbanistica e i suoi sodali fermando i loro appetiti ingordi di cemento e asfalto. Il suolo, il bosco, l’area agricola in collina, la natura non hanno il cellulare per telefonare al presidente del Consiglio per chiedergli di aprire un tavolo come fanno persino gli operatori dello sci in pieno Covid-19.

Vedremo quante risorse del Recovery saranno destinate alla manutenzione del territorio, a fermare il dissesto idrogeologico, a non consumare più suolo, a manutenere in ordine i fiumi, a gestire i boschi, etc. Clicca qui.

Si fa a gara nell’interpretare ottimisticamente i primi rallentamenti della curva dei contagi.

Eppure i dati epidemiologici sono eloquenti. Eppure i vaccini sono dichiarati in tempi record efficaci e sicuri dalle stesse multinazionali che li producono, ma non sappiamo se impediscono la trasmissione del virus o si limitino a proteggere da forme gravi i vaccinati, né  quanto duri l’immunità conferita, eccetera. Ancor meno si sa delle cure. La sottovalutazione delle  incognite a medio lungo termine produrrebbe conseguenze gravissime. La sottovalutazione più ricorrente è considerare  la pandemia come  un «incidente biologico», che senza preavviso ha colpito l’umanità e che può essere affrontato con farmaci e vaccini, e non come  il sintomo di una malattia cronica e rapidamente progressiva, che riguarda l’intera biosfera. Un dramma epocale inutilmente annunciato e che tenderà a prolungarsi e a ripetersi se non cambieranno le condizioni ambientali e sociali che lo hanno determinato. Fino agli annunci dell’imminenza di un evento pandemico catastrofico per l’umanità. Ernesto Burgio interviene a ricordarci che le pandemie sono drammi socio-sanitari ed economico-finanziari di enormi dimensioni che non potremo evitare senza ridurne le vere cause: deforestazioni, bio-invasioni, cambiamenti climatici e dissesti sociali (a partire dalle immense megalopoli del Sud del mondo). E soprattutto se alle strategie di contenimento del virus e di riduzione delle catene dei contagi  non seguirà una trasformazione radicale dei sistemi sanitari occidentali. (clicca qui)

Di cosa ci si occupa invece in Italia? Della proposta del ministro Boccia di anticipare di due ore la messa di Natale. Apriti cielo. Da destra l’hanno lapidato: eresia, giù le mani dal compleanno di Gesù. Un impasto di ignoranza e malafede. Cucinato per quegli elettori ancora convinti, anche dopo la “scoperta” che la Terra non è piatta,  che a Nazareth Gesù sia nato alle 24.00 in punto del 25 dicembre di 2020 anni fa sotto il segno del Capricorno. Nascita che andrebbe celebrata nel fuso orario italiano, tutt’altro che corrispondente alle messe di mezzanotte degli altri 23 fusi orari.  La chiesta cattolica stabilì solo nel IV secolo la festa: convenzionalmente perché nessun vangelo cita il giorno del compleanno, anzi, neppure l’anno, che infatti gli storici  collocano tra il 7 e il 4 avanti Cristo. Poi arriva un coglione che esibisce nei comizi il rosario al collo.

Il covid aggrava le diseguaglianze sociali?

2.189 “super-ricchi”, il numero più alto di sempre, hanno in tasca più di un miliardo di dollari (850 milioni di euro), avendo accresciuto il proprio patrimonio complessivo del 27%, passando da 8.000 miliardi a 10.200 miliardi. FCA ex Fiat ha goduto crediti bancari per quasi 7 miliardi garantiti dallo Stato; 3,3 miliardi sono usciti dalla fusione con la francese PSA;  ha avuto in dono il taglio dell’IRAP, con soldi presi dalla sanità, e il taglio dell’IRES (tassa sui profitti) dal 34,5% al 20% circa nel corso degli ultimi tredici anni; oltre che i dividenti, John Elkann si premia  manager stipendiandosi con 37,7 milioni di euro, cioè 1.250 volte quanto guadagna il salariato medio della FCA: il quale per guadagnare quanto Elkann dovrebbe lavorare 1.250 anni.  le
imprese italiane, grazie allo sciopero degli investimenti, hanno accresciuto del 21% le proprie somme in banca, per 365 miliardi di euro, mentre 10 milioni di lavoratori su 1  guadagnano meno di 1.200 euro, e in media tra 700 e 800. Una condizione storica da bomba sociale.