Essendo queste le mappe ISPRA delle popolazioni esposte a rischio alluvioni e frane.

E’ più opportuno spendere per affrontare il dissesto idrogeologico oppure per opere inutili e dannose come i TAV? Dal 2010 al 2016 in Italia si sono registrati 242 eventi catastrofici: 52 casi di allagamenti da piogge intense, 98 di danni alle infrastrutture da piogge intense, 8 di danni al patrimonio storico, 44 di frane, 40 di esondazioni fluviali, 56 giorni di stop a metro e treni urbani, 145 morti, 40mila evacuati, 56 casi di stato di emergenza, 7,6 miliardi di danni alle attività produttive.

E’ nelle merci la vera causa del riscaldamento planetario.

E’ nei processi della loro produzione, nell’uso che ne viene fatto e nei processi di eliminazione dei rifiuti. Se si vuole rallentare gli effetti nefasti degli inquinamenti e dei mutamenti climatici bisogna agire sulla modificazione tecnologica delle merci esistenti, sulla diminuzione della massa delle merci usate e sprecate nei paesi ricchi, perché i paesi poveri di più merci avranno bisogno, se non altro per uscire dal buio della miseria e delle malattie. Clicca qui Giorgio Nebbia.

La democrazia alla prova dei conflitti ambientali.

Questa pubblicazione, tratta dall’omonimo seminario, in collaborazione tra il Dipartimento di Scienze Politiche della Sapienza Università di Roma e il Centro di Do­cumentazione sui Conflitti Ambientali (CDCA), disamina il complesso tema dei conflitti socio-ambientali e della partecipazione democratica dei cittadini nei processi decisionali finalizzati alla gestione del territorio e delle risorse naturali. Interventi di Giorgio Nebbia, Marianna Stori, Giovanni Ruocco. Luca Scuccimarra, Marica Di Pierri, Giovanni Moro, Fabio Giglioni, Alessandro Beupcke, Renato Grimaldi, Pietro Dommarco. Clicca qui.

Non è civiltà quella che prevede di ammalarsi e morire perché si respira.

Difendiamoci dall’inquinamento della Valle Padania partecipando a queste due petizioni:

Appello al presidente della Repubblica clicca qui.
Petizione ai Presidenti delle Regioni della Valle padana clicca qui.
Intanto, su input di “AmbienteScienze” di Cremona, si sta avviando una iniziativa nazionale, alla quale anche noi aderiamo, col titolo “RiambientiAMOci”, il cui logo è quasi pronto e il suo blog, www.riambientiamoci.it è in fase di costruzione.
Clicca qui Luca Mercalli “Smog nelle città è già allarme”
Clicca qui Valentina Frezzato “resta alta l’allerta per le PM10”

Il riscaldamento globale è provocato dall’uomo e non da eventi naturali.

Basta una occhiata al famoso grafico realizzato nel 1998 da Mann, Bradley e Hughes, semplice ma frutto di rilievi e calcoli molto complessi. E’ evidente l’impennata del riscaldamento dall’inizio della Rivoluzione industriale. L’anidride carbonica, responsabile di oltre il 63% del riscaldamento globale, ha una concentrazione nell’atmosfera che supera il 40% dei livelli precedenti l’era industriale.

Il 2016 è l’anno record per l’incremento della temperatura e nell’Artico la situazione è drammatica.

Si va verso il picco delle emissioni? Non solo per l’arrivo della presidenza Trump che rallenterà la crescita delle rinnovabili, ma per l’accelerazione sul fronte dei fossili che determinerà una riduzione dei prezzi di gas e petrolio e per l’allontanamento dell’adozione di una carbon tax.
Quali le variabili in gioco? Clicca qui una analisi di Gianni Silvestrini.

Il mare si sta ingoiando le spiagge italiane.

Secondo l’Ena, 33 aree costiere, un terzo dei litoriali, stanno velocemente arretrando colpite da erosione e inondazione. Sono gli effetti dei cambiamenti climatici, scioglimenti dei ghiacci, innalzamento dei mari. Che si sommano a cementificazioni, inquinamenti, dighe, argini, prelievi di ghiaia e sabbia. Siamo in pieno “antropocene“: la nuova era geologica completamente in balìa delle attività dell’uomo: non solo distruttrici della natura ma anche miopi per le ricadute sulle stesse sicurezza ed economia di intere popolazioni.

Accordo mondiale di eliminazione dei gas HFC. Una battaglia iniziata a Spinetta Marengo.

il “buco dell’ozono” nella stratosfera, causa dei tumori maligni melanoma, era originato dai clorofluorocarburi CFC, i gas contenuti nei frigoriferi e nelle bombolette spray. Lino Balza fu in prima linea nella vittoriosa campagna per eliminare i CFC, malgrado lavorasse nella fabbrica che li produceva: Montefluos-Ausimont di Spinetta Marengo (oggi Solvay) e subisse rappresaglie (fino al licenziamento) sanzionate dalla Magistratura. Nelle foto: alcune immagini dell’ “assalto” alla Montefluos, con spettacolare scalata alle ciminiere, che organizzammo nel 1992 con Greenpeace. Con quella battaglia segnammo una crescita della coscienza ecologica su scala mondiale. Grazie a quella battaglia, i CFC furono sostituiti con gli HFC, anche essi però non perfettamente eco-compatibili, in quanto la loro liberazione in atmosfera contribuisce ad aumentare l’effetto di surriscaldamento della Terra. In questi giorni è stato concluso a Kigali un accordo definito storico: quasi 200 Stati si sono impegnati alla riduzione graduale degli HFC. 

Il picco anomalo della mortalità 2015.

Mai visti tanti decessi dalla II guerra mondiale. Quali le ragioni? Colpa della crisi economica e delle disuguaglianze sociali? Dei tagli alla sanità? Dell’inquinamento atmosferico? Del clima? I dati sulle morti sono il più importante macroindicatore dello stato di salute di una popolazione, al fine di programmare interventi di prevenzione tempestivi e soprattutto per potenziare la prevenzione primaria. Clicca qui.

L’1% degli abitanti è più ricco di tutto il 99% messo insieme: non possono migliorare nè clima nè pace.

53 uomini e 9 donne posseggono metà del pianeta: una ricchezza pari a quella di 3 miliardi e 600 mila persone. In Italia l’1% possiede il 23,4% del patrimonio. Le disuguaglianze stanno aumentando: negli ultimi 5 anni i più ricchi hanno accresciuto la ricchezza del 44%, i più poveri diminuita del 41%. Perfino negli USA negli ultimi 25 anni lo stipendio medio è cresciuto del 10% contro il 1.000% di un amministratore delegato. I ricchi sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri, l’ambiente distrutto: inevitabilità del sistema capitalistico.
Clicca qui Andrea Baranes “Il mondo in mano all’1% dei super miliardari”.  

Tera e Aqua di dicembre.

Il senso del presepe e l’invito alla FESTANNO NUOVO di domenica 27, La Marcia per il Clima, il Referendum No Triv, Gli alberi, l’iniziativa contro la caccia nel Bosco di Mestre e le BENEDIZIONI DEGLI ANIMALI di domenica 17 gennaio a Mestre e Venezia. Cansiglio, rischio aeroporto a Cortina, uccelli migratori e caccia a due passi dall’autostrada. Grandi navi: bugie economiche e ambientali. Ho raccolto, dopo Parigi, incredibili scosse razziste continua

In disaccordo con papa Francesco.

Solo su un punto. Quando si preoccupa che “La distruzione dell’ambiente mette in pericolo l’esistenza stessa della specie umana“. L’estinzione della specie umana sarebbe invece auspicabile per tutti gli esseri viventi della Terra, la quale si rigenererebbe dalla distruzione dell’ambiente causata dalla presenza dell’uomo. La prossima conferenza sul clima a Parigi fallirà così come le precedenti di Durban, Copenhagen ecc. Nel mondo, 2 persone su 10 soffrono la fame, 5 bambini su 100 muoiono appena nati, 1 persona su 100 non ha accesso all’acqua potabile, 20 su 100 non ha accesso all’energia elettrica, ridotto l’accesso alle cure e ai medicinali, le distanze fra ricchi e poveri aumentano ovunque, aumentano le spese militari, le guerre, i profughi, la finanza domina. L’uomo sfrutta l’ambiente come sfrutta l’uomo. Il papa non lo dice ma lo pensa: senza sfruttamento verso i Paesi poveri non esisterebbero i Paesi ricchi. Per non essere accusato di essere “comunista“. 

Al Summit Onu di Parigi 2015 l’Italia arriverà con lo “Sblocca Italia”.

Cioè con la rimozione completa della minaccia rappresentata dai cambiamenti climatici e nella sistematica sottovalutazione dell’urgenza di operare scelte politiche in netta controtendenza con quanto previsto dai recenti provvedimenti del governo.
Clicca qui Naomi Klein: Perché il capitalismo non è sostenibile. La sinistra alla prova del clima.

Ancora a bagno in Valle Scrivia.

Clicca qui Antonello Brunetti: …Da ieri sera, gli alberi dell’amore non ci sono più e in futuro per dare alle scolaresche, che spesso venivano in visita in questa zona, un’idea della loro imponenza e bellezza, dovremo invitarli a guardare questo albero centenario così come è stato ritratto da Bruno De Faveri per la copertina del calendario comunale 2014.

Al Tav Terzo Valico i soldi. Ai pendolari le frane.

Con i finanziamenti della grande opera – costosa inutile e dannosa– si metterebbe in sicurezza dalle alluvioni l’intero Appennino ligure piemontese. Antonello Brunetti e Mario Bavastro dell’AFA, amici delle ferrovie e dell’ambiente: “L’unica grande opera urgente è quella delle tante opere di prevenzione del dissesto, di manutenzione e miglioramento delle linee esistenti. Anche le imprese avrebbero maggiore lavoro, più qualificato e duraturo”.

Clicca qui Il Fatto Quotidiano

Il riscaldamento globale del clima terrestre è colpa dell’Uomo. E’ uscito il V rapporto IPCC sul Clima

La temperatura media della Terra potrebbe aumentare da 0,3 a 4,8 gradi centigradi entro il 2100. L’aumento del livello del mare, da 26 a 82 centimetri. L’IPCC (Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico) è il principale organismo internazionale per la valutazione dei cambiamenti climatici. È stato istituito nel ‘88 dalla World Meteorological Organization (WMO) e dall’United Nations Environment Program (UNEP) per volontà delle Nazioni Unite. Migliaia di scienziati di tutto il mondo contribuiscono al lavoro dell’IPCC.
Clicca qui il Rapporto.

Senti questo forte ronzio? Sono le migliaia di persone che hanno firmato.‏

Le api, le farfalle e i coleotteri sono gli strumenti che la Natura ha voluto per l’impollinazione. L’uomo ha pensato bene di trovare un loro micidiale nemico: l’inquinamento dovuto a sette pesticidi. L’Europa ha già compiuto un primo passo vietandone l’impiego di tre delle multinazionali Bayer e Syngenta: Clothianidin, Imidacloprid e Thiametoxam. Ma non basta. Se non vogliamo che presto l’agricoltura riceva un colpo mortale, anche gli altri quattro veleni devono essere vietati: il Fipronil, il Clorpirifos, la Cipermetrina e la Deltametrina. Greenpeace chiede di sottoscrivere e di fare sottoscrivere l’appelloclicca qui

Salviamo Le Api, Salviamo Noi Stessi

Per colpa ai pesticidi neonicotinoidi, miliardi di api stanno morendo, la nostra intera catena alimentare è in pericolo, noi siamo in pericolo .Le api sono essenziali per la vita sulla Terra: ogni anno impollinano piante e coltivazioni per un valore stimato in 40 miliardi di dollari, oltre un terzo delle scorte alimentari in molti paesi. Senza un’azione immediata per salvare le api potremmo rimanere senza frutta, verdura, noci, oli e cotone.
Superiamo 1 milione di firme e le consegneremo al vertice internazionale chiave negli USA venerdì! Firma e inoltra l’e-mail. Clicca qui.