Solvay killer anche in aula giudiziaria.

Denuncia il Pubblico Ministero al Consiglio superiore della Magistratura. Si inventa un complotto ai suoi danni: un intrigo internazionale “dei poteri forti” ordito dai congiurati Ausimont, Arpa, carabinieri Noe, Comune, Provincia, Regione, giunte di sinistra e di destra, amministratori e funzionari, Montedison, Edison, Eridania, Coopsette, Esselunga, associazioni ambientaliste. Tutti dediti a tangenti e mazzette. Il Pubblico Ministero diventa il deus ex machina dei congiurati. Una “denuncia” che è una cazzata di fatto e in diritto ma che ha l’ambizione di inceppare i meccanismi giudiziari. Continua a leggere.

Clicca qui La Stampa “Bordate di Solvay sono intimidazioni”
Clicca qui Pennatagliente “Solvay killer anche in aula giudiziaria”

Un robot volante controllerà l’inquinamento sopra lo stabilimento Solvay di Spinetta Marengo.

E noi che ci eravamo illusi. Avevamo preparato un post del nostro blog con un titolone: “Un robot volante controllerà l’inquinamento sopra lo stabilimento Solvay di Spinetta”. La multinazionale chimica -avevamo pronta l‘ironia- sarà la prima ad adottare l’invenzione della studentessa peruviana Monica Abarca (clicca qui) tanta è la sua preoccupazione per la salute della popolazione, ovvero per tranquillizzarla in vista dell’apertura del nuovo filone processuale. E invece dell’ingegno meccatronico di tre chili è arrivata la nuova centralina di tre tonnellate che non controllerà le emissioni più preoccupanti: PFIB, composti clorofluorurati. L’assessore protesta ma è zittito dalla sindaco. Continua

Clicca qui Carlo Romagnoli “La nuova centralina a Spinetta in funzione, ma è polemica con Sel”.
Clicca qui Valentina Frezzato “Il monitoraggio dell’aria ora è continuo”.

Le trasfusioni di sangue infetto da PFOA, ADV, C6O4 devono essere vietate.

Medicina democratica ha denunciato (clicca qui) la presenza nel sangue dei lavoratori Solvay di Spinetta Marengo (Alessandria) di PFOA, ADV, C6O4, a vario titolo sostanze tossiche/ cancerogene/ mutagene/ teratogene e ha rivendicato l’intervento dell’ASL e della Sindaco a tutela dei lavoratori nonchè dei cittadini tutti. Inoltre ha chiesto (clicca qui) a Paolo Marforio direttore generale ASL Alessandria, Antonino Saitta assessore Regione Piemonte alla Sanità e a Beatrice Lorenzin Ministro della salute di impedire su tutto il territorio nazionale trasfusioni di sangue contenenti tali veleni. Il documento è stato inviato alla Procura, a tutti i sindaci della provincia, a tutti gli ospedali, Arpa, Avis ecc.

Clicca qui  I veleni nel sangue. Commenti dei giornali.
Clicca qui l’intervista a Lino Balza su Radiondadurto
Clicca qui Cobas Pisa “Veleni nel sangue dei lavoratori e dei cittadini di Alessandria”
Clicca qui Piercarlo Lava “Sangue infetto da PFOA, ADV, C6O4. Violazione della sicurezza trasfusionale”
Clicca qui Pennatagliente “Sangue infetto da PFOA, ADV, C6O4. Violazione della sicurezza trasfusionale”
Clicca qui La Stampa “Medicina democratica chiede di controllare anche i donatori. Sollecito all’ASL: esami su sostanze tossiche nel sangue dei lavoratori della Solvay.”

Veleni nel sangue dei lavoratori Solvay. E i cittadini di Spinetta Marengo?

Rivendichiamo l’intervento pubblico del Comune e dell’ASL di Alessandria: analisi del sangue ai lavoratori e alla popolazione a rischio. ADV C6O4 e PFOA sono sostanze tossico nocive e sospette cancerogene, dunque di estremo pericolo per la salute. Allarme anche tra i consumatori.

Clicca qui Documento inviato a Comune, ASL, ARPA, Regione, CGIL, CISL, UIL.
Clicca qui Corriereal “Comune di Alessandria e Asl immobili sul fronte indagine epidemiologica in Fraschetta.”
Clicca qui Alessandria Post “Veleni nel sangue dei lavoratori Solvay. E i cittadini di Spinetta Marengo?
Clicca qui diAlessandria “Il documento inviato da Medicina democratica al Sindaco”
Clicca qui Pennatagliente “Veleni nel sangue dei lavoratori Solvay. E i cittadini di Spinetta Marengo?”
Clicca qui Alessandrianews “Analisi del sangue sui lavoratori del polo chimico”
Clicca qui Enrico Sozzetti “I sindacati e la chimica della Solvay. Medicina democratica rilancia l’allarme per la presenza di alcune sostanze” 

Inquinamento urbano di Alessandria: “Rossa come Fabbio”, afferma il Pubblico ministero Giancarlo Vona.

Dunque: omissione di atti di ufficio del sindaco per la tutela della salute pubblica. Poi conclude: mal comune mezzo gaudio, archiviamo tutto. No, Medicina democratica si oppone nel processo penale con ulteriori 12 pagine (clicca qui) dopo le 90 di denuncia e successivi supplementi e integrazioni. Perizia di Alberto Maffiotti e Laura Erbetta ordinata dal Giudice per le Indagini preliminari Enrica Bertolotto. Urgente una indagine epidemiologica: quanti alessandrini fra le 223.000 vittime, soprattutto anziani e bambini, del cancro a polmone e vescica provocato dallo smog del traffico? Nello smog gli agenti cancerogeni più pericolosi per l’uomo:Polveri sottili, PM10, PM 2,5, Ozono, Monossido di carbonio, Biossido di azoto, Nichel, Benzene, Benzo[a]pirene ecc.

Clicca qui il video al minuto 3.20 il servizio del Telegiornale Telecity
Clicca qui Pier Carlo Lava “Fabbio procedimento penale per omissione di atti di ufficio salute pubblica”
Clicca qui La Stampa “Pm10, Lino Balza insiste Fabbio venga inquisito. Il PM censura le lacune, ma chiede archiviazione”

Indagine epidemiologica della Fraschetta: abbiamo contattato tutti i soggetti politici sociali istituzionali.

Sindaci-assessori-partiti-fondazioni bancarie-legambiente-wwf -italia nostra-progetto ambiente– anpana-cgil-cisl-uil-arpa-asl-università- di Tortona, Novi Ligure, Alessandria, Predosa, Pozzolo Formigaro, Frugarolo, Bosco Marengo. Adesso è il momento di tirare le somme. Atteso al varco il ruolo di raccordo della sindaco del capoluogo, Rita Rossa, ora anche presidente della Provincia. Continua

Clicca qui Pennatagliente “Indagine epidemiologica della fraschetta: Rita Rossa supervisor tra i sindaci?”
Clicca qui La Stampa “E’ ora dell’indagine epidemiologica”
Clicca qui Corriereal “Indagine epidemiologica della fraschetta: Rita Rossa supervisor tra i sindaci?”
Clicca qui Novi on line “Indagine epidemiologica della fraschetta: Rita Rossa supervisor tra i sindaci?”
Clicca qui Alessandrianews “Indagine epidemiologica della fraschetta: Rita Rossa supervisor tra i sindaci?”
Clicca qui TG Vallesusa “Medicina democratica comunicato stampa”
Clicca qui Alessandria post “Indagine epidemiologica della fraschetta: Rita Rossa supervisor tra i sindaci?”
Clicca qui Ovada on line “Rischio nucleare Medicina democratica chiede un’indagine”

Ritrovamento fusti interrati (nascosti) in area Fabbricazioni nucleari di Bosco Marengo.

Da quanto tempo erano interrati? Quanti altri? Con quali contenuti? Perchè Fabbricazioni Nucleari li aveva nascosti? Sono alcune domande a cui i responsabili, anche penalmente, di F.N., Sogin , tecnici e politici locali e provinciali dovrebbe essere chiamati a rispondere. C’è di più: non dimentichiamo il nostro ricorso al Consiglio di Stato contro il deposito nucleare in superficie, la nostra richiesta di piani di emergenza nucleare, la nostra proposta di indagine epidemiologica per lavoratori e abitanti.
Clicca qui la relazione dell’Arpa.
Clicca qui La Stampa: “Trovati bidoni interrati vicino all’impianto ex FN. Analisi per il cesio”
Clicca AlessandriaNews:
Il combustibile nucleare, un’esclusiva di Bosco Marengo“.
Fusti interrati, alla Nucleare scatta l’allarme
Rischio nucleare, Medicina democratica ha chiesto indagine epidemiologica e piani di emergenza
A novembre la sentenza sul nucleare

Ennesimo incidente con fuoriuscita di nube tossica stanotte alla Solvay di Spinetta Marengo.



Immagine dell’impianto bruciato

 

Clicca qui la segnalazione di un testimone all’assessore all’ambiente del comune di Alessandria ing. Claudio Lombardi.
I vigili del fuoco, allertati dal testimone, non intervengono: si fidano dell’azienda. (clicca qui).
L’azienda non comunica la tossicità delle sostanze rilasciate nell’ambiente. Anzi la nega, come fosse plausibile che da una fabbrica chimica le emissioni possano essere meno che tossiche.
 

Clicca qui La Stampa “Spinetta l’azienda: nessuna conseguenza. Alla Solvay l’ottavo incidente dell’anno”.
Clicca qui Il Piccolo “Fumo a Spinetta. Allarme Solvay sotto controllo”  Controllo? Controllo di chi?

Di seguito il video dell’incidente.

Solvay cerca di scaricare le responsabilità penali sugli enti locali.

In questa intervista (clicca qui) Giuseppina Pavese, responsabile dei laboratori chimici di Arpa, contesta alcune falsità della Solvay. A cominciare dal “pozzo8”: l’Arpa scopre che l’azienda di Spinetta Marengo distribuiva illegalmente a lavoratori e cittadini acqua per uso alimentare proveniente da un’area sottoposta dal 2001 a bonifica per gravissimo inquinamento. Nel mentre i veleni si stavano espandendo nella falda dell’acquedotto comunale. Solvay sapeva tutto. Di qui la denuncia per dolo alla Procura nel 2008. Altro azzoppato cavallo di battaglia di Solvay sono i piani di emergenza:
Altro azzoppato cavallo di battaglia di Solvay è l’accusa agli Enti locali: “Vi abbiamo presentato vari piani di emergenza, avete sempre risposto che non erano sufficienti e che ci voleva un piano di bonifica. Dunque” conclude Solvay “ci avete bocciato i piani di emergenza, ci avete impedito di farli”. Mai sentito nulla di più stravagante: gli Enti sono per legge tenuti non ad approvare e autorizzare i piani di emergenza (che hanno validità temporanea, emergenziale) bensì a pretendere piani di bonifica (validità definitiva). Il piano di emergenza è un obbligo delle aziende, obbligo che Solvay ha omesso dolosamente. Gli enti locali devono intervenire direttamente quando non c’è più il padrone dell’azienda e non è il nostro caso. Tanto meno Solvay ha fatto, ad oggi, un piano di bonifica. E continua a inquinare anche l’atmosfera. Dunque è inadempiente su tutti i fronti.

Nell’auditorium della Corte di Assise di Alessandria suona l’orchestra di fiati e percussioni diretta dal maestro Santamaria.

Titolo dell’opera: “Tutti sapevano dell’immane inquinamento, soprattutto gli Enti pubblici. L’unica ignara Solvay”. Applausi di Ausimont. Fischi dal pubblico delle parti civili: anche le formiche nel loro piccolo si incazzano. Continua a leggere cliccando qui.

Clicca qui La Stampa “Inquinamento noto da 70 anni”
Clicca qui Il Piccolo “Spunta il libro nero delle analisi”
Clicca qui Alessandrianews “Solvay punta il dito contro gli enti: sapevano tutto”
Clicca qui Pennatagliente
Clicca qui Agora Magazine
Clicca qui Corriereal

I consulenti di Solvay ad Alessandria sono arrivati ad affermare che l’inquinamento ha origini naturali. Dunque ammalati e morti sono per cause naturali.

Fanno flop i loro consulenti al processo: ma intanto agli avvocati Solvay non interessano argomenti scientifici, di cui sono consapevoli mancano le basi difensive, preme bensì l’obbiettivo psicologico. Che è quello di ripetere ossessivamente poche affermazioni affinchè penetrino come una pubblicità nelle teste dei giurati. Lo slogan è: la colpa anzi il dolo del disastro ecologico di Spinetta Marengo è tutto dell’Ausimont e dei complici Enti locali. Così i loro consulenti “si dimenticano” che dal 2002 è direttamente il nuovo proprietario Solvay a inquinare il territorio e in maniera fraudolenta: non solo ha nascosto agli Enti i dati compromettenti in suo possesso, ma anche li ha manomessi e falsificati, per non assumersi gli oneri di bonifica, intralciando e ritardando dunque la stessa messa in sicurezza.

Clicca qui per continuare a leggere.

Clicca qui lettera a La Stampa “L’Osservatorio Spieghiamo cos’è”
Clicca qui Il Piccolo “Controlli e analisi cromo: Arpa precisa incarichi e ruoli”
Clicca qui La Stampa Il Piccolo Alessandrianews Radiogold
Clicca qui Pennatagliente
Clicca qui Alessandrianews “Il cromo nell’acqua potabile? Secondo Solvay è di origine naturale”
Clicca qui Allegroandante
Clicca qui Scheda storica Osservatorio ambientale della Fraschetta
Clicca qui Scheda storica Osservatorio: contenuti e realizzazione

Gli avvocati della difesa ci accusano, noi vittime di decessi e malattie, di fare sul blog commenti sgradevolmente non diplomatici alla loro orchestra di violini e tromboni. Cosa rispondiamo ?

Rispondiamo che nel loro piccolo anche le formiche si incazzano.

Anche gli alessandrini dovrebbero avviare una class action contro Solvay di Spinetta Marengo.

Ad Alessandria è in corso un importantissimo processo contro la multinazionale belga per avvelenamento doloso della falda e dolosa omessa bonifica. Sono sempre altissimi, conferma Arpa, i livelli del disastro ecologico (clicca qui.) La bonifica definitiva secondo gli esperti è praticamente impossibile, almeno per decine di anni. Dunque gli alessandrini, in massa, dovrebbero cominciare ad organizzarsi in causa collettiva come fecero (milioni di dollari) per il cromo6 a Hinkley in California, o come stanno facendo per il PFNA acido perfluoro a Paulsboro (clicca qui). A Paulsboro (New Jersey) i cittadini hanno avviato una class action contro Solvay a causa della contaminazione dell’acqua pubblica con sostanze, secondo l’EPA (Enviromental Protection Agency), sicuramente tossiche. L’iniziativa della class action per Alessandria è in discussione tra alcune forze politiche.

L’inquinamento in falda si sta espandendo, a nord e sul Bormida. Altri pozzi dell’acquedotto sono in chiusura. Acqua imbevibile per altri 30-40 anni, salvo vera bonifica.

Il tre consulenti di Medicina democratica, Fulvio Baraldi geologo, Luigi Mara biologo, Bruno Thieme ingegnere, hanno ampiamente dimostrato la fondatezza dei capi di accusa formulati dal Pubblico Ministero con le richieste di condanna degli imputati. E, siccome nella dimostrazione hanno utilizzato documenti aziendali, hanno altresì dimostrato che Solvay sapeva. Clicca qui per continuare a leggere.
Clicca qui il testo delle conclusioni dei tre consulenti
Clicca qui Pennatagliente “Udienza del 22 gennaio”
Clicca qui La Stampa “Al polo chimico colpevoli ritardi”
Clicca qui Il Piccolo “Inquinamento importante, difficilmente recuperabile”
Clicca qui La Stampa “Battaglia tra consulenti su potabilità dell’acqua scaturita dal pozzo8”
Clicca qui Alessandrianews “Processo polo chimico: danni ambientali per 50 milioni di euro”

Il Ministero dell’ambiente: tutto ciò che era noto ad Ausimont era noto a Solvay. Lo Stato chiede un acconto di 51 milioni di euro per danni da avvelenamento doloso delle acque e dolosa omessa bonifica.

Una bonifica della falda sta diventando praticamente impossibile per dolo di Solvay. Non si può imputare colpa agli Enti ciò che è compito dell’azienda: le barriere idrauliche non hanno risolto niente. Falda inquinata addirittura a monte, entra in Bormida. Clicca qui per continuare a leggere.
Clicca qui Pennatagliente “Udienza del 22 gennaio”
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60 pagine di storia e cronaca

Cara/o amica/o, se vuoi ricevere le 60 pagine del Dossier, di cui cliccando qui puoi leggere l’Indice analitico, usa le seguenti modalità. Sottoscrivi 5,00 euro tramite paypal su lubaja2003@yahoo.it e riceverai il Dossier direttamente sulla casella di posta elettronica utilizzata su paypal . Oppure contattaci telefonicamente al 3470182679 per una consegna cartacea.

Modesto esempio di giornalismo militante -militante per la salute e l’ambiente- questi articoli, pubblicati su la rivista “Medicina democratica”, sui giornali locali e nazionali, carta stampata e on line, nonché su innumerevoli blog, sono stati raccolti nel
dossier in ordine cronologico: dall’esposto-denuncia di Medicina democratica fino al dicembre 2013. Le cronache delle udienze del clamoroso processo Solvay in Corte di Assise, “politicamente scorrette”, impietose per i carnefici e partigiane per le vittime, offrono, al di là delle responsabilità penali e delle miserie e nobiltà umane rappresentate, il filo conduttore della lunga storia dell’insediamento industriale di Spinetta Marengo (Montedison, Solvay, Edison, Arkema) che ha assicurato lavoro e morte ad Alessandria, che diede lustro ad una classe operaia leader nel sindacato non solo locale, che ha sempre intrecciato privilegiati rapporti con amministratori e partiti, che è superstite testimone di una distrutta chimica italiana e che rischia il futuro produttivo e occupazionale se non risolve l’inquinamento della bomba ecologica.

Lo scandalo della bomba ecologica di Spinetta Marengo è anche uno scandalo politico.

Questa è la copertina del nostro dossier (4,80 euro la copia):
Gli avvocati Solvay sparano come un plotone di esecuzione, anzi, considerato il numero, come un reggimento di fucilieri, sparano sui dirigenti ASL e ARPA,e non si rendono conto che stanno sparando contro se stessi, in pieno petto e alle spalle dei loro imputati (qualche volta, quando si inceppa lo schioppo, si sparacchiano anche sui propri preziosi piedi). Volenti o nolenti, tramite queste mitragliate, mettono in risalto il “J’accuse” che abbiamo anticipato all’avvio del processo: lo scandalo della bomba ecologica di Spinetta Marengo è anche uno scandalo politico. I politici, gli amministratori, di destra e di sinistra, nel corso dei decenni e fino ai giorni nostri, sono stati o inetti o collusi o corrotti, hanno chiuso un occhio se non tutti e due sulle malefatte industriali. Facciamo dei nomi. Clicca qui.

Clicca qui Pennatagliente “Resoconto dell’udienza del 25 novembre 2013”
Clicca qui Alessandrianews “A Spinetta anche i muri sapevano del cromo”
Clicca qui CorriereAl “La bomba ecologica di Spinetta Marengo è anche uno scandalo politico”
Clicca qui La Stampa “Ausimont era un muro di gomma”
Clicca qui Il Piccolo “Vicino allo stabilimento morivano tutte le piante”

Può essere potabile un’acqua che sgorga da sotto la Solvay?

L’udienza del 20 novembre (clicca qui) è stata la solita solfa di Solvay (ingenua acquirente) di scaricare le proprie responsabilità penali su Ausimont (truffaldina venditrice) ed Enti pubblici. A questi ultimi, i politici e anche i sindacati, si possono senz’altro attribuire (e Medicina democratica in solitudine l’ha sempre fatto) grandissime responsabilità, ma politiche e morali, di inefficienza ovvero complicità. La tesi ulteriore di Bruxelles, che ASL, ARPA ecc. nientemeno nascondessero i dati allarmanti proprio ad Ausimont e Solvay, fa letteralmente scoppiare dalle risate. A maggior ragione quando si esibiscono analisi di potabilità dell’acqua su campioni forniti… dalla stessa Azienda inquinatrice. Acqua che non poteva mai e poi mai essere potabile in quanto proveniente da sotto uno stabilimento chimico!!!! Insomma, la multinazionale belga mente sapendo di mentire nelle veline che rifila ai giornalisti: “Tutti sapevano”, è falso. Vero è che “Non tutti sapevano tutto” perché Ausimont e Solvay nascondevano tanto a tutti”. “Solo Solvay sapeva tutto, e non ha fatto nulla”. Si torna a parlare con insistenza dell’Osservatorio ambientale della Fraschetta. Al processo Solvay gli avvocati della difesa lo citano come realizzato. Il Movimento 5 Stelle, invece, al fine della bonifica ne chiede la realizzazione tramite una mozione in consiglio comunale. Insomma, esiste o non esiste? Clicca qui il nostro parere e quello dei dirigenti ARPA.
Clicca qui Il Piccolo “Una difesa strenua, con un’unica nota stonata”
Clicca qui La Stampa “La Solvay punta il dito sugli enti: sapevano che lì era inquinato”
Clicca qui La Stampa “Processo polo chimico oggi fra i testimoni un europarlamentare”
Clicca qui Pennatagliente “resoconto udienza processo”
Clicca qui Pennatagliente “Osservatorio ambientale della fraschetta tema scottante”

Interessi economici e tutela della salute‏.

Spinetta Marengo dovrebbe essere l’ultimo posto dove dovrebbe venire in mente a chiunque di buon senso di costruire un maxi centro commerciale frequentato da migliaia di clienti al giorno. A poche centinaia di metri dall’ex zuccherificio, infatti, esiste un gigantesco e discusso polo chimico che per quelle migliaia di persone rappresenta un pericolo certo: un inquinamento di fondo ineliminabile dagli scarichi di una industria chimica, inoltre le non rare fughe di gas, infine il rischio di catastrofe industriale perché
si tratta di una azienda classificata ad alto rischio, come hanno ben votato all’unanimità almeno due consigli comunali del capoluogo. Facciamo esempi. Quando si verificano piccole fughe di gas in Solvay si è preparati ad evacuare zone dello stabilimento. Sarà previsto altrettanto per il parco commerciale? Per l’evento di catastrofe industriale l’attuale piano di emergenza dovrebbe (ma non è così, come abbiamo denunciato più volte, e ultimante i 5Stelle) garantire sistemi di allarme tempestivi ed efficienti, di sicura protezione personale, di evacuazione di massa, di cure sperimentate negli ospedali, per le migliaia di cittadini del sobborgo di Spinetta Marengo e territori limitrofi. Si pensa di estendere il piano di emergenza (già carente) ad altre migliaia di persone? Una follia. Alla quale stanno partecipando un po’ tutti, dando il nulla osta al mega centro commerciale di Esselunga e Coopsette. Dalla Giunta regionale (centrodestra) che, con lo zampino dell’ARPA, ha espresso parere positivo di compatibilità ambientale, come se il problema fosse di viabilità (tra l’altro, manca il secondo ponte sul Bormida mentre se ne fa uno faraonico e inutile sul Tanaro). Per finire alle forze politiche e amministrative locali che stanno zitte zitte a guardare inerti questo ennesimo attentato alla salute e alla sicurezza degli alessandrini. Possibile che debba essere ancora una volta la piccola rappresentanza di Medicina democratica a lanciare lo stop? Ancora una volta prevarranno gli interessi economici sulla tutela della salute e della sicurezza pubbliche?

Clicca qui Pennatagliente
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Rossa o Rossi o Cavallera? Chi buttiamo giù dalla mongolfiera? Tutti e tre.

Flop di partecipazione al Luna Park Solvay. Diserta la popolazione. Non mancano invece i politici. E nemmeno prezzolati e leccaculo giornalisti. Tutti, Lombardi & Maffiotti in testa, fanno orecchio da mercanti sulla nuova discarica che abbiamo denunciato. Clicca qui.
clicca qui Accademia Ambientale del Monferrato
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Lettera aperta a Claudio Lombardi, assessore all’Ambiente del comune di Alessandria, e a Alberto Maffiotti, direttore dell’ARPA di Alessandria.‏

Come vi abbiamo informato, attendendo risposta, sul blog di Medicina Democratica clicca qui con video e foto è documentata la enorme montagna di rifiuti che si sta innalzando per centinaia di metri dentro lo stabilimento Solvay di Spinetta Marengo. Non vorremmo che le risposte fossero superficiali e pilatesche: 1) si tratta di inerti e 2) la discarica è autorizzata. Punto 1. Domanda: è mai credibile che una industria chimica e ad alto rischio possa produrre, come scarti di lavorazioni altamente tossiche e cancerogene, addirittura sostanze che non contengono alcuna tossicità? Se così fosse, non verrebbero ricoperte da teloni cosiddetti impermeabili, nell’impossibile tentativo di non farli colare nella già inquinata falda sottostante. Punto 2. Solvay è sotto processo anche per discariche regolarmente autorizzate (oltre alle abusive) dentro le quali avevano seppellito 21 tipi di veleni tossici e cancerogeni che colano nella falda. Dunque chi garantisce che non si ripeta la storia? Domanda: giornalmente vengono effettuati controlli pubblici sui rifiuti depositati oppure è l’azienda che si autocertifica tramite i propri laboratori analisi, quelli che, abbiamo constatato al processo, nascondevano e falsificavano i dati? E se i controlli sono pubblici e giornalieri delle Autorità, perché non vengono comunicati? Infine un post scriptum: cosa rispondete in merito agli scarichi in Bormida, di cui alla video intervista di Lino Balza, sempre sul blog? Clicca qui
clicca qui Uno Notizie
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clicca qui Virgilio Alessandria
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Premio Attila Alessandria 2012 vince Cogliati, solvay

Scegliendo fra 18 agguerriti concorrenti (clicca qui), la Giuria ha votato. Un riconoscimento fortemente voluto da centinaia di ammalati e parenti dei defunti. Il premio è stato consegnato con una solenne cerimonia: molte assenze fra gli invitati e clamorosa la presenza di un fantasma. Clicca qui la cronaca dell’originale manifestazione. Il vincitore si dice consapevole che i meriti del premio sono da dividere equamente con politici, sindacalisti, amministratori, funzionari arpa asl e magistrati.
Clicca qui Globalist
Clicca qui PennaTagliente
Clicca qui Forum Alessandria
Clicca qui La Provincia Pavese

Perfino l’Arpa

Perfino l’Arpa è contraria al taglio degli alberi lungo il torrente Orba: 80 mila metri quadri, 196 mila metri cubi di ghiaia a grave danno degli ecosistemi acquatici e riparali, danni irreparabili alle piante e agli animali, rischi di piene.

Non c’è inquinamento a Valenza?

Non c’è, secondo l’Arpa. Qual è il segreto della salubrità dell’aria? Semplice, è bastato spostare il laboratorio mobile in zona periferica (strada Villabella) non direttamente esposta alle emissioni di traffico. Ciononostante si sono registrati sforamenti dei limiti di legge per le polveri sottili PM10. Figuriamoci in centro città.

aspettando “godot” arpa

40 anni dopo le denunce degli ambientalisti per i bidoni tossici di Carbonara e novese, allarme inquinamento sulle sponde del torrente Curone in territorio Casalnoceto: affiorano le scorie petrolifere abusivamente scaricate.
L’Arpa denuncerà alla magistratura il nome della grande azienda responsabile alla quale far pagare la bonifica?

amiu e arpa: in che mani siamo

13 ore per domare l’incendio della discarica di Castelceriolo, gestita senza garanzie di sicurezza (manca addirittura l’acqua) e molto allegramente (può entrare e uscire chiunque). Si resta stupefatti che il presidente Amiu (Piercarlo Bocchio) non abbia dato le dimissioni. Si resta stupefatti dell’Arpa che rassicura i giornali sui pericoli, quando addirittura l’incendio è in corso, mentre brucia plastica e diossine e metalli pesanti, prima ancora di aver fatto analisi (che non proveranno nulla data la vastità dell’area interessata). Secondo Alberto Maffiotti le sostanze si sono dissolte a 2.000 metri di altezza, quando le abbiamo viste scendere perfino verso Alessandria. Può fare queste affermazioni perchè non ci sono stati ricoverati per intossicazione acuta, ma di qui a rassicurare che non è stato respirata diossina: ce ne corre. E’ questo l’ennesimo inquinamento della Fraschetta, dove -già in sofferenza di un polo chimico- abbiamo sempre sostenuto non dovevano essere ammessi impianti di rifiuti.
Clicca qui: guarda i video e leggi e ascolta le interviste.

neve a cielo sereno

Neve senza nuvole a Spinetta Marengo. I giornali si interrogano (clicca qui La Stampa, clicca qui Il Piccolo). Dove sta la sorpresa? E’ da almeno trent’anni che abbiamo spiegato (a cominciare all’ARPA) le abbondanti nevicate sotto le stelle. Il fenomeno è dovuto all’inquinamento atmosferico di origine industriale. Chiedere alla Solvay i dettagli. Ci conferma la neve chimica il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR): clicca qui.

Medicina Democratica Denuncia Arpa e Asl

Medicina democratica denuncia Arpa e Asl alla Procura della Repubblica sul rischio amianto per i lavoratori Solvay e i cittadini di Spinetta.
Vi mostriamo le foto attuali che provano la mancata bonifica delle coperture di amianto.
Clicca qui se vuoi esaminare il testo dell’esposto alla Procura e relativa documentazione.
Clicca qui se vuoi leggere La Stampa.
Clicca qui se vuoi leggere Cronaca Oggi.
Clicca qui se vuoi leggere UnoNotizie.
Clicca qui se vuoi leggere Il Piccolo.

LA QUESTIONE AMBIENTE NELLA FRASCHETTA

Cari concittadini,
vi siete mai chiesti perchè non si vedono più nel nostro cielo volare le rondini e da quest’anno neppure i rondoni e, sul far della sera volare i pipistrelli? Nelle notti di primavera non si ode il melodioso canto dell’usignolo e da molto tempo non siedono più nei nostri prati le lucciole?
Tutto questo avviene perchè la situazione ambientale della FRASCHETTA è altamente inquinata.
Per quanto riguarda l’aria lo smog ci opprime ed attanaglia .L’ARPA ci informa che in Alessandria , statisticamente, 88 persone all’anno, muoiono per lo smog. Smog, la cui composizione è variata nel tempo.
Dapprima negli anni sessanta era prevalentemente rappresentata da CO2 ed ossidi di carbonio ed attualmente con l’avvento dei nuovi carburanti ricca di particelle PM 8,2 e,sopratutto PM 2,5.
Le particelle PM 2,5 sono le più pericolose perchè,recenti indagini in medicina, hanno dimostrato che a livello degli alveoli polmonari, possono penetrare nel sangue e dare accidenti vascolari di estrema gravità. Nel territorio intorno alla Solvay Solexis (Foto in alto) si aggiungono le 19 sostane inquinanti, nominate da tutti i giornali e per cui sta indagando la Procura della Repubblica.
Per quanto riguarda l’approvvigionamento idrico oltre all’inquinamento da Cromo esavalente ed altre sostanze, di cui ha parlato diffusamente la stampa locale e nazionale, bisogna aggiungere l’inquinamento da PERFLUORATI, denunciati da Lino Balza di Medicina Democratica e che interessa oltre la Bormida, in cui si scaricano le acque reflue della Solvay Solexis, il TANARO ed oltre fino al PO che risulta inquinato da tali sottoprodotti fino alla foce.
Studi prevalentemente americani stanno dimostrando la tossicità dei perfluorati con effetti teratogeni e cancerogeni.
A tutto questo bisogna aggiungere il fatto del deposito di sostanze radioattive presso il Comune di Bosco Marengo e la diffusione delle fibre di amianto di cui sono pieni i giornali e la stampa.
Cari concittadini, mentre ITALIA NOSTRA, a cui mi onoro di appartenere, assieme alle altre Associazioni Ambientaliste si batte in sede nazionale affinché il grande catino, rappresentato dalla PIANURA PADANA possa essere meno inquinato, promuovendo congressi e riunione di Amministratori locali; da parte mia, continuerò a battermi nelle due Commissioni locali in cui sono presente, per il miglioramento delle condizioni ambientali di ALESSANDRIA.
Prof. Dott. GIANFRANCO MANUELLI

PFOA: Limite di Esposizione Professionale

Su Il Piccolo del 2 Aprile il giornalista Enrico Sozzetti ha dato notizia dell’esito della Conferenza dei Servizi (composta da Comune, Provincia, Asl Alessandria e Arpa) per la valutazione dell’analisi di rischio ambientale relativa al sito industriale della Solvay Solexis di Spinetta Marengo.
Il presunto scopo della Conferenza è un attento studio del grado di contaminazione del sito e dei conseguenti rischi per la salute umana e per l’ambiente circostante.
Ci chiediamo innanzitutto che attendibilità possano avere le valutazioni degli enti che vi partecipano.
Infatti questi avrebbero dovuto vegliare sulla salute pubblica da molto tempo.
Se così fosse stato, oggi, non ci troveremmo a dover affrontare questo disastro ambientale.
Il PFOA, per esempio, è una parola che gli enti, prima delle denunce di Medicina Democratica e dei servizi della trasmissione delle IENE, non avevano mai pronunciato.
Abbiamo ricevuto alcune mail anonime di persone che si dichiarano dipendenti Solvay con richieste di spiegazioni riguardo all’esistenza o meno di un limite di esposizione professionale (TLV) per il PFOA.
La preoccupazione dei dipendenti nasce dal fatto che l’azienda non effettuerebbe alcun monitoraggio ambientale per questa sostanza.
Il PFOA utilizzato dalla Solvay è il Perfluoro ottanoato di ammonio per il quale esiste un limite di esposizione che è pari a 0,01 mg/m3 (0,01 µg/l o 0,01 ppb).
Il limite è presente nell’ Elenco dei TLV della ACGIH pubblicato in Italia dal “Giornale degli Igienisti Industriali”, gennaio 2001, edito dall’AIDII (Associazione Italiana degli Igienisti Industriali).
La stessa Federchimica ne dà notizia in una sua pubblicazione del 2003 (clicca qui).

Dall’Emilia Romagna si Attiveranno Affinché la Solvay Solexis Venga Messa in Condizione di Cessare lo Scarico di PFOA nel Fiume

Estense.com: Parte il controllo dell’acido nel Po

Non è previsto dalla legge italiana, ma ora Ato e Asl chiederanno ad Hera di organizzare il controllo del Pfoa (acido perfluoroottanoico) con periodicità mensile, per monitorare il pericoloso inquinante, certamente presente in alta concentrazione nelle acque del Po (non c’è al momento una analisi recente dell’acqua grezza). E’ quanto emerso oggi nella commissione consigliare presieduta dal prof. Durante, cui hanno partecipato i tecnici di Ato e Asl.

Il problema dunque esiste. L’allerta lanciata da Progetto per Ferrara sui rischi potenziali per la salute dei ferraresi, aveva origine dal fatto che la presenza del Pfoa nelle acque del Po non è casuale. La Solvay di Spinetta Marengo lo scarica regolarmente nel Bormida, le cui acque finiscono nel Tanaro e poi nel Po. E Ferrara attinge l’acqua da potabilizzare, per circa il 70%, proprio dalle acque superficiali del fiume. Questo è il motivo per il quale Ppf ha ripetutamente richiesto, per un mese, il dato di concentrazione dell’inquinante nell’acqua potabile.
Purtroppo nè Hera nè altri avevano mai controllato la presenza di Pfoa.
Oggi il dr. Buriani dell’Asl ha portato in commissione l’analisi di un campione prelevato il 2 aprile, commissionata all’Istituto Mario Negri di Milano, che certifica in 14,5 nanogrammi/litro (il limite più basso in Germania di Pfoa e Pfos è pari a 100 ng/litro) la concentrazione dell’inquinante nell’acqua potabile. Il dato confortante va, a nostro parere, confermato subito da altri campioni, allo scopo di ridurre al minimo l’incertezza di misura (un’analisi costa 500 euro, non una fortuna). Esso inoltre va affiancato da analoghe analisi dell’acqua grezza del Po, dove, secondo l’ing. Graldi, sono attese concentrazioni da 10 a 100 volte superiori.
Si ricorda che il Pfoa è tossico, mutageno, cancerogeno, teratogeno, se respirato o bevuto o mangiato col pesce e nella catena alimentare.
L’Ato definirà dunque con Hera le modalità di controllo periodico, della gestione dei filtri a carbone, dai quali dipende l’abbattimento del Pfoa, nonchè l’accertamento della curva di efficacia di detti filtri. Il dr. Buriani dell’Asl ha suggerito di allargare il monitoraggio ad altre matrici oltre all’acqua, agli alimenti umani e ad altri contaminanti simili al Pfoa. Gli enti locali si attiveranno (stando a quanto dichiarato dall’assessora Sapigni) nei confronti degli enti piemontesi (regione ed Arpa Piemonte, Provincia ed Asl di Alessandria, Comune di Spinetta Marengo), affinchè l’azienda, ivi situata, venga messa in condizione di cessare lo scarico libero di Pfoa nel fiume.
Ppf esprime soddisfazione per l’esito dell’iniziativa politica intrapresa (il cui merito è stato riconosciuto anche dal presidente del consiglio Colaiacovo) ed appoggerà tutti i provvedimenti che l’amministrazione intenderà assumere per mettere sotto controllo il problema.

Valentino Tavolazzi, consigliere comunale Ppf

Il Piano di Emergenza Esterno della Solvay Solexis

In merito all’incidente da noi denunciato del 20 gennaio alla Solvay di Spinetta Marengo, prendiamo atto delle circostanziate precisazioni del direttore dell’ARPA, Alberto Maffiotti, circa i lacci e laccioli normativi che impediscono all’ARPA di entrare dentro lo stabilimento e neppure nelle dirette vicinanze (zona rossa) per i controlli delle emergenze in corso, e che consentono all’azienda la esclusiva discrezionalità di dichiarare o lo “stato di attenzione” o lo “stato di preallarme” o lo “stato di allarme esterno”. Solo in caso di “stato di allarme”, che consente anche al Prefetto di far scattare l’eventuale “stato di emergenza alla popolazione”, infatti l’ARPA e l’ASL ecc. possono intervenire -a cessato allarme- nella “zona rossa” per rilevare i danni ambientali e sanitari. Solo in questo caso e comunque a posteriori, cioè quando i buoi (la salute) sono già scappati dalla stalla.
Ne prendiamo atto ma denunciamo all’opinione pubblica che tale anomalia è contraria alla tutela della salute dei lavoratori e dei cittadini, e perciò chiediamo che sia radicalmente modificato il “Piano di emergenza esterno” redatto dalla Prefettura di Alessandria. Riteniamo che ARPA, ASL, Comune, Provincia, Regione, sindacati debbano associarsi a questa richiesta.