Di fronte a siffatta situazione ambientale che abbiamo più volte denunciato (esempio: https://www.rete- ambientalista.it/2024/05/16/ altri-pozzi-di-acquedotto- chiusi-ad-alessandria-per-i- pfas-ma-lasl-fa-il-gioco-di- solvay-2/ e a tacere i 20 miei esposti alla Procura), corrisponde la drammatica situazione sanitaria. Il sindaco di Alessandria avrebbe avuto il dovere di affrontarla fermando le produzioni inquinanti della Solvay di Spinetta Marengo https://www.rete- ambientalista.it/2024/01/01/ il-biomonitoraggio-di-massa- la-pistola-fumante-che-solvay- soci-devono-disarmare/, e invece è complice della Regione Piemonte a rinviare all’infinito il monitoraggio di massa della popolazione che inchioderebbe definitivamente la multinazionale belga anche in momento processuale https://www.rete- ambientalista.it/2024/06/23/ per-29-abitanti-il- monitoraggio-di-massa-della- regione-per-i-pfas-della- solvay-criminale/.
La Regione dunque, facendo l’occhiolino a Solvay, ha avviato un finto monitoraggio, furbescamente cioè un micro monitoraggio al rallentatore: dopo un primo step l’anno scorso a 135 residenti entro 500 metri dal Polo Chimico di Spinetta, ora, nel 2025, scatta la fase del biomonitoraggio su base volontaria ai residenti entro 3 chilometri dallo stabilimento. La fase due si protrarrà quanto meno per tutto il 2025. Poi, di questo passo, nel giro di qualche decennio coinvolgerebbe le altre potenziali Vittime (400 mila a livello provinciale, o solo 90mila per il capoluogo). Vittime potenziali? Più che potenziali: se si esaminano le otto indagini epidemiologiche (l’ultima nel 2019) che hanno interessato la provincia, confrontandole con le analisi epidemiologiche che riproducono le patologie scientificamente attribuibili ai Pfas, a tacere le altre 21 sostanze tossiche cancerogene dello stabilimento Solvay di Spinetta Marengo.
Insomma una colossale presa in giro. Orchestrata l’assessore alla sanità Federico Riboldi con la fanfara della santa “alleanza tra ambiente e produzione”. Né potrà fungere da piffero magico il progetto finanziato dall’Unione Europea (Scenarios) che chiederà a 300 residenti del comune campioni di sangue, urine e di acqua potabile proveniente dalle loro abitazioni, al fine di validare procedure e metodologie scientifiche innovative per scopi di ricerca e futuri studi.