Emilia Romagna simbolo della cattiva gestione dei fiumi.

Dalla fotografia odierna del WWF, emerge un quadro in cui le Regioni italiane, pressoché all’unanimità, continuano a promuovere devastanti interventi lungo i corsi d’acqua, come il taglio della vegetazione ripariale e le escavazioni in alveo. Nessuna attenzione è rivolta agli indispensabili servizi ecosistemici forniti dai fiumi al benessere e alla sicurezza delle persone, ad esempio: la regolazione della CO2, il controllo dell’erosione, la regolazione del regime idrologico, la capacità autodepurativa, la qualità dell’habitat, la produzione agricola.
 
Tutti benefici che vengono azzerati da questi interventi, con significative ricadute negative anche sui processi economici. Interventi che dimostrano l’incapacità di avviare una pianificazione seria, sostenibile e in linea con le Direttive europee (Acque, Alluvioni, Habitat…), andando a favorire fenomeni negativi come l’incremento della velocità delle acque e dell’erosione spondale (che incidono negativamente sulla stabilità delle infrastrutture vicine) e sui picchi di piena, riducendo l’apporto di sedimenti al mare e favorendo l’arretramento delle spiagge e l’intrusione salina. In particolare l’Emilia Romagna (continua)