
Il giornale francese Vert, dopo gli allarmanti studi scientifici, ha condotto una ricerca sui principali rivenditori di prodotti di bellezza e ha trovato più di un centinaio di articoli venduti online che menzionano almeno un Pfas, compreso PFOA, nella loro composizione. Creme anti età L’Oréal della linea Revitalift: creme giorno notte idratante con SPF30 e il siero idratante levigante con proprietà antirughe, la matita per gli occhi Yves Saint-Laurent Beauty, creme idratanti di Biotherm, rossetto L’Absolu Rouge Drama Matte di Lancôme, fard Blush Subtil di Lancôme, crema solare Fluide Minéral Teinté SPF 50+ di Avène, ombretti e trucchi del marchio italiano low cost Kiko Cosmetics come una palette di trucco per sopracciglia e una maschera purificante, eccetera.
Le aziende (e le donne) adorano i cosmetici con Pfas per la loro resistenza straordinaria e la capacità di idrorepellenza: le donne inconsapevoli mentre le aziende sapendo che la letteratura scientifica ha evidenziato i rischi di tumori, malattie della tiroide o problemi di fertilità anche nell’uso dei cosmetici, in quanto i Pfas possono essere assorbiti anche dalla pelle e arrivare nel sangue.
Lo conferma anche un recente studio dell’ Università di Birmingham pubblicato sulla rivista Environment International.
I pericoli maggiori sono per i bambini e le adolescenti perché i Pfas agiscono come interferenti endocrini, che possono alterare il sistema ormonale. I nomi più noti: gli ombretti di Natasha Denona, il mascara M.A.C, la matita Charlotte Tilbury e il siero Laneige.
È possibile evitare cosmetici con Pfas? Sì, controllando l’elenco degli ingredienti, INCI, che è obbligatorio secondo le normative europee, o affidarsi ai marchi certificati bio, come Cosmébio, Ecolabel europeo ed Ecocert, che contengono oli vegetali: sostituiscono i Pfas rendendo i cosmetici resistenti all’acqua e con un effetto levigante.