
Gli storici avvocati di Solvay, Luca Santa Maria e Dario Bolognesi, sono intervenuti di peso nel dibattito pubblico e anche con una nota depositata alla Procura di Alessandria, titolare del (secondo) processo che la multinazionale belga sta tentando di rinviare con espedienti e cavilli processuali, e prima di ripetere la criminalizzazione del PM (come nel primo processo).
Se il contenuto vuole essere intimidatorio, il tono è apodittico: affermazioni dogmatiche, che vorrebbero essere verità assolute, inconfutabili, mentre appaiono senza sostegno di prove. Affermazioni palesemente infondate, ovvero bugiarde:
La Cassazione ha assolto Solvay per il disastro ambientale: causato invece da Ausimont-Edison, peraltro venditrice truffaldina a celarlo.
L’incolpevole Solvay si è generosamente fatta carico di Messa in Sicurezza Operativa e Interventi di Bonifica, ovvero la barriera idraulica.
Così, grazie a Solvay, è indubbio un significativo miglioramento dello stato qualitativo dei suoli e delle acque sotterranee, sia all’interno che all’esterno del sito.
Per prima, la Cassazione aveva già confermato che l’acqua di Alessandria è sempre stata potabile.
Anche per quanto riguarda l’aria, le analisi confermano che i PFAS nell’aria sono inferiori ai limiti di rilevabilità.
Insomma, non sono quindi assolutamente ipotizzabili rischi per la salute pubblica.