

I produttori che ancora usano i Pfas nel confezionamento delle pentole antiaderenti, negano la contaminazione dei cibi e la cancerogenità a condizione che siano adottati alcuni comportamenti:
- Evitare di riscaldarle eccessivamente pentole e padelle prima della cottura.
- Non rigare o raschiare pentole, padelle e stoviglie (nel caso risultassero consumate o danneggiate, andrebbero buttate e raccolte tra i rifiuti speciali).
- Buttare nei rifiuti speciali pentole, padelle e tegami troppo vecchi, dove il rischio di presenza dei PFOA è più elevato.
- Consigliabile non lavarle in lavastoviglie.
“Teflon” è uno dei nomi commerciali (assieme a Fluon, Algoflon, Hostaflon, Inoflon e Guaflon) che si rifà a un materiale ben più noto nei laboratori chimici, denominato “politetrafluoroetilene (sigla PTFE)”. Un polimero appartenente alla classe dei perfluorocarburi (PFC), derivante dall’omopolimerizzazione del tetrafluoroetene, e alla categoria dei PFAS, sostanze per-fluoroalchiliche al centro delle cronache in quanto altamente sospette di essere tossiche e cancerogene.