
Stephan Schmydheiny se la cava di nuovo , già in primo grado, con una condanna a 3 anni e 6 mesi. Il processo Eternit di Napoli è nato da uno dei rivoli della maxi-inchiesta della Procura di Torino, avviata nel 2009 dopo l’azione legale collettiva di circa 6.000 persone che chiedevano giustizia e risarcimenti per le 3.000 persone morte dopo aver lavorato o vissuto nei pressi degli stabilimenti Eternit in Italia. Già nel 2014 la prescrizione in Cassazione aveva salvato Schmydheiny da una condanna a 18 anni per disastro ambientale doloso e per omissione volontaria di cautele antinfortunistiche. Ora la storia si ripete.
Si ripete la storia descritta su “Ambiente Delitto Perfetto, di Barbara Tartaglione e Lino Balza, prefazione di Giorgio Nebbia.