
In Val di Susa la repressione nei confronti del movimento No Tav prosegue imperterrita, mentre sembra che gli addetti ai lavori possano procedere indisturbati anche nel mettere in atto azioni illegali e dannose per la salute dei cittadini. Ancora una volta il paese di Chiomonte si è visto invaso da fitte nubi di fumi tossici e maleodoranti. L’origine sembrano essere i roghi con i quali gli operai del cantiere, sito a meno di un chilometro in linea d’aria dal paese, smaltiscono gli esplosivi utilizzati per aprire le nicchie all’interno del tunnel di Alta velocità. Gli attivisti sono riusciti a filmare uno degli operai intento a bruciare gli scarti dell’esplosivo, operazione che causa il rilascio di una densa nube velenosa. Peraltro nella valle è in vigore un divieto di accendere roghi, fossero solo sterpaglie, a meno di 50 metri di distanza dai boschi o dai terreni coperti di arbusti.