La recente ricerca pubblicata sulla rivista scientifica internazionale Environmental Research clicca qui con significatività statistica conferma un eccesso di mortalità sulla regione (1020 decessi in eccesso dal 2011 al 2019) nei tre quartieri più vicini all’area industriale di Taranto. E ci spinge a chiedere azioni risolutive perché è evidente, dai dati pubblicati, che ogni anno che passa muoiono troppe persone che hanno la sola colpa di vivere troppo vicine alla ciminiere dell’Ilva. Una palese violazione del diritto alla vita che lo Stato avrebbe il dovere di proteggere.
Abbiamo inviato a ciascun senatore/deputato della Repubblica Italiana la seguente lettera:
Egr. xxxxxxx xxxxxx
ti invito, quale firmatario della “Campagna Guantanamo”, a fare pressione sul governo italiano –anche tramite iniziative parlamentari- affinchè chieda al presidente USA Joe Biden la chiusura della prigione americana di Guantanamo, luogo di torture e di violazioni dei diritti umani oltre che delle Convenzioni di Ginevra: torturati e trattenuti a tempo indeterminato in assenza di un processo equo né come prigionieri di guerra né come imputati di reati ordinari, e senza cure mediche adeguate. Purtroppo infatti siamo costretti a denunciare di non aver ricevuto riscontro a questa lettera inviata il 31 agosto al Presidente del Consiglio Mario Draghi e già firmata da cinquanta associazioni e mille persone:
“Gentile Presidente, in questo delicato momento in cui si invoca il rispetto dei diritti umani in Afghanistan, noi crediamo che sia importante dare il buon esempio chiedendo al tempo stesso che venga posta fine alla violazione dei diritti umani nella prigione di Guantanamo, gestita dagli Stati Uniti a Cuba. E quindi le scriviamo affinchè lei richieda formalmente al Presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, un gesto importante e altamente significativo come la chiusura della prigione di Guantanamo. Amnesty International non solo ne chiede la chiusura ma chiede che vengano processati i responsabili di quella vergognosa e criminale esperienza di sospensione del diritto umanitario. Noi concordiamo con tale richiesta di Amnesty International. Non si può essere credibili nel chiedere ai talebani il rispetto dei diritti umani se poi noi quel rispetto non lo chiediamo agli Stati Uniti. Quella prigione è come la Bastiglia e non ha ragione di esistere: è il simbolo odioso delle torture e degli abusi, in aperta violazione delle Convenzioni di Ginevra, compiuti in nome della lotta al terrorismo. Quell’orribile prigione, quella vergogna della storia non ha più alcun appiglio per restare in piedi. Le chiediamo pertanto di rispondere a questa nostra richiesta di giustizia internazionale. Oggi – in questo contesto di grandi cambiamenti – la chiusura del carcere di Guantanamo ha molta più possibilità che in passato di avvenire. Farebbe onore all’Italia, a cui tra l’altro era stato affidato il compito di riformare il sistema giudiziario in Afghanistan, farsi promotrice, anche in seno all’Unione Europea, di un passo verso la giustizia e il rispetto dei diritti umani. Per essere credibili in Afghanistan bisogna dare il buon esempio a casa propria. Distinti saluti.”.
Aderendo alla petizione popolare, il Presidente del Parlamento Europeo, David Sassoli, ha annunciato con un video e con un tweet la richiesta al Presidente degli Stati Uniti d’America della grazia per Leonard Peltier, l’illustre attivista nativo americano impegnato per i diritti di tutti gli esseri umani e in difesa della Madre Terra, dal 1977 ingiustamente detenuto dopo un processo-farsa in cui gli sono stati falsamente attribuiti delitti che non ha mai commesso.
Raccolta di firme in corso “affinché la diffusione di conoscenze serie e documentate dei pericoli costringa i nostri decisori politici a proteggere la salute di tutti e degli elettrosensibili già colpiti, già numerosi ma non ancora riconosciuti e tutelati”. Clicca qui.
Julian Assange, il fondatore di WikiLeaks che ha reso possibile la conoscenza di centinaia di migliaia di documenti, di fatti e misfatti altrimenti nascosti, (basti pensare alle immagini del trattamento inumano dei prigionieri trattenuti nella base americana a Guantanamo), si trova ancora in un carcere di massima sicurezza in Inghilterra e potrebbe essere consegnato agli USA. Clicca qui la mobilitazione internazionale e la petizione. Il premio Nobel per la Pace Mairead Maguire ha nominato, Julian Assange, Chelsea Manning ed Edward Snowden per il Premio Nobel per la Pace 2021: “Se Assange viene estradato negli USA per essere processato e incarcerato per aver detto la verità, nessun reporter, giornale o editore sarà al sicuro dallo stesso trattamento da parte degli USA o altri governi repressivi contrari alla responsabilità e allo scrutinio pubblici”. Clicca qui.
Daniel Hale era analista dell’intelligence USA e conosceva bene la guerra dei droni: il 90% delle persone uccise sono astanti, non gli obiettivi “terroristici” previsti, bensì sono civili innocenti. Così ha denunciato “i danni collaterali”. La sua è stata un’obiezione di coscienza professionale: il rifiuto di continuare a fare il killer per il governo americano. E’ stato condannato a quattro anni di reclusione. Cosa puoi fare per lui? Firma la petizione, clicca qui.
In bolletta e con i disastri climatici. Il governo non vuole rinunciare al gas fossile, vuole mantenere lo status quo o persino strizzare l’occhio al nucleare, all’idrogeno blu e ad altre “false soluzioni”, piuttosto che mettere in discussione gli interessi delle aziende estrattive come l’Eni. Questa non è transizione ecologica, è finzione ecologica. Firma qui la petizione.
Coinvolgerà un’ampia parte delle organizzazioni italiane impegnate per i diritti delle persone con disabilità e delle loro famiglie, il nuovo progetto promosso dall’ANFFAS (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale), denominato “AAA – Antenne Antidiscriminazione Attive”, che con una capillare diffusione di rete, punterà a costituire un’Agenzia Nazionale per il contrasto alla discriminazione delle persone con disabilità e delle loro famiglie, con un focus specifico sulle disabilità intellettive e i disturbi del neurosviluppo (continua…)
Nelle motivazioni si distingue tra «rischio lavorativo» e «rischio ferroviario», prosciogliendo gli imputati dai reati legati alla sicurezza sul lavoro. Una sentenza reazionaria che fa arretrare di cinquant’anni la cultura giuridica. Ma che non rispettando le direttive comunitarie apre ad un ricorso alla Corte europea. Clicca qui.