
Solenne annuncio del lancio del combustibile fossile con l’accensione degli impianti del Trans Adriatic Pipeline (Tap), il tratto finale del mega gasdotto lungo circa 4mila chilometri che si snoda a partire dal giacimento azero di Shah Deniz lungo sei paesi; l’ultimo è il nostro, con approdo a Melendugno (Lecce), dove da anni la popolazione contesta, carte alla mano, la legittimità dell’opera. Marciano spediti i processi a carico degli attivisti (violazione della zona rossa, dei fogli di via, imbrattamento, getto di cose pericolose, violenza privata, resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento). A rilento invece i processi ai manager del TAP per reati di inquinamento ambientale, contaminazione della falda acquifera con metalli pesanti anche cancerogeni ed espianto degli ulivi fuori dal periodo autorizzato, realizzazione del gasdotto su aree sottoposte a vincolo paesaggistico, idrogeologico e dichiarate zone agricole di notevole interesse pubblico in assenza di autorizzazioni ambientali, idrogeologiche, paesaggistiche ed edilizie. Nonché illegittime la Valutazione di impatto ambientale, l’Autorizzazione unica ambientale e l’Autorizzazione ministeriale alla costruzione in assenza di autorizzazione paesaggistica. Clicca qui.